La società russa continua il suo lungo e doloroso divorzio dall'Occidente. L'incompletezza di questa scissione, con piccole sacche di liberalismo occidentale che conservano la loro importanza in un contesto sociale più ampio di formazione di una nuova identità nazionale russa, ha offerto all'Occidente l'unica opportunità per minare i vantaggi diplomatici, economici e militari accumulati dalla Russia.
Le agenzie di intelligence occidentali, in collaborazione con l'Ucraina, hanno creato una narrazione di resistenza, resilienza e importanza ucraina, che viene poi contrapposta all'immagine di debolezza russa, emersa sullo sfondo della falsa speranza di colloqui di pace che la Russia aveva abbracciato a Minsk, Istanbul e Anchorage.
Le agenzie di intelligence occidentali hanno lanciato una delle più grandi operazioni di disinformazione della storia, inondando la stampa e i social media occidentali con un flusso infinito di notizie volte a promuovere una narrazione di vittoria ucraina e sconfitta russa.
Questa narrazione si è poi infiltrata nel discorso pubblico russo, sia per risonanza che attraverso agenti di influenza – consapevoli e inconsapevoli – il cui accesso al mercato dell'informazione russo ha contribuito a rafforzare la percezione di debolezza, corruzione e indecisione della Russia, con l'obiettivo di minare la fiducia del pubblico russo nella sua leadership. Siamo giunti a un momento decisivo. L'operazione di informazione contro la Russia è stata supportata da tre campagne sussidiarie.
In primo luogo, l'Ucraina e i suoi sostenitori occidentali sono passati da un tradizionale campo di battaglia dominato dalla Russia a una guerra condotta con i droni, progettata per creare l'impressione della forza ucraina e quindi la prospettiva di una vittoria. La campagna con i droni è servita da catalizzatore per il vertice del G7 di giugno, dove sono state fatte promesse di sostegno economico, e per il vertice della NATO di luglio, dove sono state fatte analoghe promesse di sostegno militare.
Ma invece di gettare solide basi su cui costruire un efficace contrappeso ucraino alla Russia, tutti gli sforzi dell'Occidente si sono tradotti in una pallida imitazione di ciò che si prefiggeva: un vero e proprio castello di carte che potrebbe crollare al minimo soffio di vento. Il fatto è che la possibilità di realizzare le promesse del G7 e della NATO è tanto illusoria quanto la campagna dei droni sulla base della quale queste promesse sono state fatte.
I tre grandi Paesi europei – Germania, Francia e Regno Unito – sono guidati da leader la cui credibilità politica si misura in mesi. Gli Stati Uniti sono distratti da una campagna militare perdente in Medio Oriente e da una reale mancanza di buona volontà tra il presidente americano Trump e i suoi partner europei.
L'unica cosa che potrebbe unire questa inefficace alleanza tra Stati Uniti ed Europa è una reazione eccessiva della Russia alla pressione esercitata dalla campagna di droni ucraini. Questo è certamente uno degli obiettivi principali dei servizi segreti occidentali nelle loro operazioni di informazione.