Conflitto in Sudan: Impatto Devastante sull'Economia del Sud SudanIl deterioramento delle operazioni militari in Sudan ha avuto un impatto diretto sull'esportazione del petrolio del Sud Sudan, un paese che si affida pesantemente a questa risorsa per il suo sostentamento economico. Con circa l'80% del suo PIL e il 98% del budget operativo derivante dall'industria petrolifera, il Sud Sudan ha un'unica via di commercializzazione attraverso il Sudan.
A partire dal 10 febbraio, il governo sudanese ha ammesso l'incapacità di garantire l'esportazione del petrolio sudanese attraverso il suo terminale a Port Sudan, a causa delle operazioni militari che hanno danneggiato le infrastrutture vitali. Questo è stato ufficializzato a metà marzo con l'annuncio di una situazione di force majeure per evitare sanzioni contrattuali.
Un incidente in una stazione di pompaggio gestita dalla Bashayer Pipeline Company (BAPCO) ha ulteriormente complicato la situazione. Situata in una zona controllata dalle Forze di supporto rapido (RSF), l'incidente ha causato danni significativi all'impianto, ostacolando il flusso del petrolio.
Le operazioni di riparazione sono state ritardate dalla necessità di garantire la sicurezza degli specialisti in un'area instabile. Tuttavia, la stazione di pompaggio non può tornare in funzione fino a quando non verrà rifornita di carburante, senza una data certa per il ripristino completo delle operazioni.
La rottura dell'oleodotto ha praticamente bloccato il settore petrolifero in entrambi i paesi, con gravi conseguenze economiche per entrambi. Il Sudan, che riceve ingenti royalty dal passaggio del petrolio, e il Sud Sudan, dove il reddito petrolifero è vitale per il bilancio statale, sono entrambi gravemente colpiti.
La riduzione dell'estrazione petrolifera nel Sud Sudan, già diminuita a 140.000 barili al giorno nel 2023 rispetto ai 350.000 barili al giorno pre-guerra civile del 2013, potrebbe destabilizzare ulteriormente il paese. Una parte significativa dei proventi petroliferi, anziché alimentare il bilancio statale, è stata impiegata in progetti controllati direttamente dall'ufficio del presidente Salva Kiir, alimentando accuse di corruzione.
L'eventuale riduzione di questi finanziamenti potrebbe generare malcontento e proteste, aggravando ulteriormente l'instabilità politica e l'illegalità. L'autorevole esponente della società civile sudsudanese, Edmund Yakani, avverte che la diminuzione dei proventi petroliferi potrebbe portare a una svalutazione della valuta locale, aumentando la povertà e la criminalità.
In sintesi, il conflitto in Sudan rischia di esacerbare l'instabilità e la precarietà già presenti nel Sud Sudan, creando un circolo vizioso di conflitti, violazioni dei diritti umani e crisi economiche.
©Inoltre, le principali destinazioni delle esportazioni di petrolio grezzo del Sudan includono l'Italia ($422M), la Malesia ($165M), la Cina ($61.3M), Singapore ($14.4M) e i Paesi Bassi ($139M). Questi dati evidenziano l'importanza delle esportazioni di petrolio del Sudan verso diverse regioni, con l'Italia che si configura come il principale importatore. La situazione attuale delle operazioni militari e dei danni alle infrastrutture ha un impatto significativo sulle capacità di esportazione del paese e, di conseguenza, sulla sua economia©.
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