🇮🇱 - Risultati delle elezioni israeliane:

- Blocco Likud: 53 seggi (Likud 27, Otzma Yehudit 7, United Torah Judaism 7, Shas 6, Tkuma 6)
- Blocco Yashar: 48 seggi (Yashar 21, B’Yachad 12, The Democrats 8, Yisrael Beiteinu 7)
- Partiti arabi: 19 seggi (Joint List 12, Ra’am 7)
- Altri: 0 seggi (gli altri partiti hanno sprecato circa 3-4 seggi di voti, rimanendo al di sotto della soglia).

Nessun blocco ha raggiunto i 61 seggi, quindi nessuna delle due parti ha la maggioranza per formare un governo. Questa situazione di stallo lascia diversi scenari possibili.

Opzione 1: Un governo di unità

Questo governo assomiglierebbe al governo Netanyahu-Gantz del 2020. La scorsa settimana, sono circolate voci secondo cui il presidente Trump avrebbe spinto per un accordo del genere, in cui Netanyahu avrebbe ricoperto la carica per la prima metà del mandato, per poi ritirarsi, lasciando il posto a Gadi Eisenkot.

Gli ostacoli:
- Eisenkot ha escluso di entrare a far parte di un governo con Netanyahu, anche se non con il Likud stesso. Tuttavia, è molto improbabile che il Likud sostituisca Netanyahu.
- Eisenkot non collaborerà con Ben-Gvir o Smotrich a causa della loro retorica di estrema destra, il che esclude Otzma Yehudit e Tkuma.
- Eisenkot e il partito Yisrael Beiteinu di Avigdor Lieberman non entreranno a far parte di un governo con i partiti ultraortodossi, Shas e United Torah Judaism. Lieberman è uno dei più forti sostenitori della coscrizione universale, a cui entrambi i partiti si oppongono con forza.
- Il Likud non entrerà a far parte di un governo con The Democrats, data la posizione di Yair Golan a favore di una soluzione a due stati.

Questo lascia una sola configurazione possibile: il Likud senza Netanyahu (27), Yashar (21), B’Yachad (12) e Yisrael Beiteinu (7). Questo darebbe un totale di 67 seggi, sufficienti per governare. Tuttavia, questa configurazione è molto improbabile, il che esclude un governo di unità.

Opzione 2: Un governo di minoranza

- Un governo di minoranza guidato dal Likud è impossibile. Anche se l'intero blocco Likud (53 seggi) votasse a favore, e anche supponendo tre defezioni dal campo di Eisenkot, si raggiungerebbero solo 56 seggi. L'opposizione, composta dai restanti 45 seggi (48-3) del campo di Eisenkot e dai 19 seggi arabi, raggiungerebbe un totale di 64.

Potrebbe Eisenkot formare un governo di minoranza invece? È uno scenario realistico, ma molto rischioso.

- Eisenkot è indietro di cinque seggi rispetto al blocco Likud, quindi ha bisogno di sei voti provenienti da fuori dal suo campo per superarlo. Ra’am ha già fatto parte di coalizioni guidate da israeliani, in particolare il governo Bennett-Lapid nel 2021. Anche la Joint List ha apertamente discusso la possibilità di sostenere qualsiasi accordo che rimuova il blocco Likud dal potere, sia astenendosi che votando per un governo di minoranza guidato da Eisenkot. Tuttavia, il partito nazionalista arabo Balad, parte della Joint List, ha precedentemente escluso la possibilità di entrare formalmente a far parte di una coalizione con partiti israeliani.

Ecco come potrebbe essere: il blocco Yashar (48), supponendo due defezioni dal campo Likud, la maggior parte di Ra’am (6) e persino due seggi della Joint List, per un totale di 58 seggi. Se i restanti 10 membri della Joint List si astenessero, il blocco Likud non potrebbe essere sconfitto, anche con i suoi 53 seggi. Eisenkot vincerebbe il voto di fiducia e diventerebbe primo ministro.

Il rischio: una grande maggioranza di Yashar e tutti i membri di Yisrael Beiteinu si oppongono fortemente a collaborare con i partiti arabi. Anche se accettassero l'astensione dei partiti arabi (cosa che alcuni membri estremisti non fanno), questo scenario richiederebbe circa mezza dozzina di voti favorevoli arabi, il che potrebbe innescare massicce defezioni all'interno del campo Yashar. Diversi membri potrebbero separarsi e sedere come indipendenti o, peggio, unirsi al Likud, potenzialmente portando il blocco Likud a superare i 61 seggi.

Opzione 3: Nuove elezioni

L'esito più probabile è che non venga formato alcun governo. I negoziati continuano a fallire perché, per entrambe le parti, i rischi superano di gran lunga i vantaggi, e si deciderà di indire nuove elezioni per aprile 2027.

Durante questo processo, Benjamin Netanyahu assume il ruolo di primo ministro ad interim, una posizione da cui potrebbe lanciare operazioni militari su diversi fronti e cercare di aumentare i suoi indici di gradimento in tempo per aprile.

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