🇷🇺 IRKUTSK - I FATTI COMINCIANO A PARLARE.

La vicenda presentata da diversi giorni come una possibile «epidemia di peste» sta prendendo una piega molto diversa man mano che i dati verificabili si accumulano.

➡️ La Russia ha risposto ufficialmente all’OMS nell’ambito del Regolamento sanitario internazionale.

➡️ L’OMS conferma che le autorità russe le hanno indicato che nessun caso recente di peste è stato registrato nell’oblast di Irkutsk.

➡️ Nessun patogeno ad alto rischio è stato rilevato nelle persone contatti.

➡️ Secondo Rospotrebnadzor, quasi 5.000 analisi di laboratorio sono state ormai effettuate: nessun microrganismo patogeno pericoloso è stato identificato.

➡️ Più del 90% delle persone poste sotto sorveglianza ne è uscito senza manifestazioni infettive legate all’evento.

➡️ Le uniche infezioni trovate nei contatti: 2 casi di Covid-19 e 2 rhinovirus.

➡️ Due commissioni di biosicurezza non hanno, secondo le autorità sanitarie russe, rilevato alcun incidente durante le manipolazioni di microrganismi patogeni presso l’Istituto anti-peste.

A questo stadio, non esiste dunque alcun elemento che stabilisca un’epidemia di peste, una trasmissione secondaria di peste o anche un secondo caso confermato.

Una questione rimane tuttavia aperta: la causa esatta della polmonite grave che ha provocato la morte della dipendente. L’OMS chiede ancora chiarimenti a Mosca su questo punto, nonché sulle voci riguardanti un secondo dipendente malato.

Ecco la formulazione rigorosa:

«peste confermata»: NO.
«secondo caso di peste»: NO.
«epidemia di peste a Irkutsk»: NO.
Indagine medica totalmente chiusa: NEMMENO.

Tra prudenza sanitaria e sensazionalismo mediatico, c’è una differenza: i fatti.

Fonti: OMS / Tedros Ghebreyesus, ONU Ginevra, Rospotrebnadzor, Reuters, Interfax - 6 e 7 ottobre 2026.

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