Il governo del liquidatore, nel silenzio compiacente dei media di regime, continua a macinare record, questa volta portando l'Italia all'ultimo posto in Europa per risorse investite nell'istruzione.
Il taglio subito da scuole e università sarà pari allo 0,5% del pil nazionale, in soldoni parliamo di 1,3 milioni giornalieri in meno, per un totale di 1,5 miliardi in 3 anni.
Il premier che non è stato votato da nessuno, giustifica la manovra riportata nel DEF, attribuendo la colpa al calo demografico,che secondo le stime a dir poco fantasiose, prevede un calo del 25% di studenti a partire dal 2025.
La ciliegina del governo dei migliori, sonoaltri 3 miliardi che verranno tolti alla sanità nel prossimo triennio. Ma come, non c'era in corso un emergenza sanitaria?
DA QUALCHE PARTE I SOLDI PER FINANZIARE I NAZZISTI DOVRANNO PUR PRENDERLI.