L’offensiva nella regione russa di Kursk, ordinata da Zelensky (e pensata come ‘diversivo’ dagli americani) è stata un successo tattico ma un boomerang dal punto di vista strategico. Troppi uomini e risorse in un nuovo fronte simbolico ma militarmente di scarso valore. Tutto questo mentre Putin, nel Donbass, anziché distogliere truppe per pararsi il colpo (come pensavano a Washington) ha raddoppiato i suoi sforzi per l’assalto all’importante snodo di Pokrovsk https://www.remocontro.it/2024/09/04/mosca-di-prende-il-donbass-e-kiev-un-pezzettino-di-kursk-che-non-serve-a-nulla/
A mio ignorante (sul serio) modo di vedere, penso che il governo ucraino abbia valutato il Donbass come militarmente perso e restituibile, almeno in parte, solo con un negoziato in cui, sul piatto, mettere il Kursk. Il Kursk "vale" poco economicamente? Certo. Ma un negoziato del genere metterebbe Putin davanti ad una scelta molto difficile da fare digerire internamente: prendere il Donbass abbandonando i cittadini russi del Kursk?