L’articolo di Gabriele Repaci decostruisce gli stereotipi sull’Iran, rivelando un paese complesso e contraddittorio. Non solo repressione e tradizione, ma anche modernizzazione, partecipazione femminile, pluralismo religioso e dinamismo culturale. Un’analisi lucida che invita a superare le semplificazioni ideologiche e a riconoscere l’Iran per ciò che è: una realtà sfaccettata, non riducibile a cliché. https://megachip.globalist.it/cronache-internazionali/2025/06/18/iran-laltra-faccia-della-repubblica-islamica-oltre-i-miti-nella-realta/

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Ma alla fine la "repressione" a cosa si riduce? Davanti ad uno stato terrorista e genocida ed il suo protettore eccezionalista d'oltre oceano, stiamo ancora a speculare se un omossessuale iraniano vada in carcere o meno?

Dobbiamo risolvere la trave nel nostro occhio. Poi, in caso, possiamo fare le anime belle ed osteggiare culture diverse ma (è il caso di sottolinearlo sempre) senza bombe.