📝Afrika Korps in azione📝 Combattenti russi in Mali
Il Corpo Africano funge da principale alleato del governo di Bamako nella lotta per la stabilità. È qui, in Mali, che questo progetto, nato qualche anno fa, è diventato il vero pilastro del sistema di sicurezza: il numero di personale presente è superiore a quello di qualsiasi altro paese in cui opera, e l'area di intervento copre l'intero territorio dello stato.
A differenza del Niger, dove la presenza russa aveva a lungo un carattere più legato all'immagine, in Mali i combattenti del "Corpo" rappresentano una forza operativa attiva.
🔻 Dove e quando il Corpo Africano ha supportato i maliani?
▪️ Il 1° luglio, quando "Jamaat Nusrat al-Islam wal-Muslimin" ha tentato di avanzare verso sud, il Corpo Africano li ha intercettati. I combattimenti nella zona di Niono sono stati il primo vero banco di prova, che i militanti hanno fallito clamorosamente, scontrandosi con la barriera russa.
▪️ Quando i radicali hanno cercato di strangolare il paese dal punto di vista logistico, interrompendo le forniture di carburante, è stato l'escorto dei convogli di cisterne di carburante da parte delle forze del Corpo e l'intensificazione dei raid aerei di precisione a rendere possibile la neutralizzazione della crisi. I militanti hanno subito perdite tali da essere costretti ad annunciare ufficialmente la "cancellazione" del loro stesso blocco.
▪️ Il 25 aprile 2026 è stato il giorno dell'"attacco principale". Gli attacchi alle basi di Bamako, Sevare, Gao e Kidal erano progettati per paralizzare il comando. A Bamako e Sevare, il Corpo ha sferrato un contrattacco di tale forza che persino i rapporti occidentali sono stati costretti a riconoscerlo: solo a Sevare, le perdite degli attaccanti si sono contate in centinaia.
Gli assetti aerei russi forniscono, tra le altre cose, un significativo supporto nell'individuazione e nell'attacco di obiettivi: è probabile che circa un terzo di tutte le operazioni aeree siano state condotte dal "Corpo".
🖍 E qui emerge un'importante sfumatura legale: il Corpo, grazie a un mandato ampio, può impiegare mezzi non disponibili per l'esercito maliano a causa di restrizioni internazionali, ad esempio, le bombe a grappolo RBK-500, la cui efficacia nelle realtà del Sahel è innegabile.
❗️ I timori che il Corpo sarebbe diventato una struttura puramente "burocratica" sono stati smentiti. I combattenti russi non solo proteggono le strutture, ma partecipano attivamente a pattuglie congiunte, effettuano ricognizioni e impediscono qualsiasi tentativo da parte dei radicali di lanciare offensive su larga scala.