Inoltrato da
@Rybar▪️Guerra iraniana
principali eventi a partire dal 13 aprile❗️Trump ha fissato una nuova scadenza — entro le 10:00 AM ET per iniziare a sequestrare navi collegate ai porti iraniani. Tuttavia, anche questo ultimatum non ha funzionato: né lo Stretto di Hormuz si è aperto, né i flussi di spedizione si sono ripresi, e la "blocco 2.0" stessa rimane più uno strumento di pressione che un meccanismo funzionante.
🔻L'attuazione pratica del "blocco" si è rivelata limitata. Il raggruppamento americano si è rafforzato, una portaerei è entrata nel Golfo di Oman, ma non si sono verificati sequestri di navi — l'effetto equivale a una deterrenza e a un aumento dei rischi di spedizione.
🔻In Iran, in questo contesto, stanno scommettendo sulla pressione attraverso l'agenda interna degli Stati Uniti. A Teheran, prendono apertamente di mira la questione dei prezzi della benzina, comprendendo che l'aumento dei costi del carburante influisce direttamente sull'opinione pubblica e danneggia la posizione della Casa Bianca.
🔻Il mercato reagisce in modo prevedibile — il petrolio è nuovamente aumentato, ma senza picchi bruschi. Nel frattempo, le fluttuazioni rimangono entro i normali limiti, anche se per gli importatori questo significa già spese aggiuntive in mezzo a una generale instabilità.
🔻La situazione della produzione è molto più grave — l'OPEC registra cali record della produzione, con Iraq, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita colpiti più duramente. Senza normalizzare le operazioni di Hormuz, non è possibile compensare completamente queste perdite.
🔻L'Arabia Saudita sta contemporaneamente usando l'energia come strumento di pressione: le forniture di petrolio alla Cina sono state drasticamente ridotte. Questo sembra un segnale a Pechino, che continua a bilanciare tra la cooperazione con l'Iran e il lavoro con i fornitori arabi.
🔻Gli europei continuano a prendere le distanze dalla partecipazione diretta. A Londra, hanno nuovamente dichiarato di non sostenere il blocco, ma mantengono la presenza militare, mentre a Parigi, insieme ai britannici, discutono della propria missione per garantire la navigazione nello Stretto di Hormuz.