A qualche mese dalla pubblicazione del NSS (National Security Strategy of the Unated States) nessuno ne parla più, nessuno se ne preoccupa minimamente, quasi fossero stati rimossi e risolti tutti i problemi a cui aveva fatto riferimento quel documento, la cui impostazione molto probabilmente
determinerà il futuro del mondo rispetto agli scenari attuali. Infatti scompare la visione della cosiddetta “t
rappola di Tucidide”, secondo la quale, quando una potenza dominante vede crescere una potenza emergente che ne può minare il predominio, la guerra diventa inevitabile. Il documento ridimensiona questo potenziale pericolo perché gli Stati Uniti vogliono rimanere il paese più ricco e forte del mondo, ma non sono più interessati a controllare l’intero pianeta. L
e nuove potenze dovranno limitarsi a non entrare nel suo campo di interesse e d’influenza e cioè nell’America del Nord e del Sud. Il Rapporto inoltre riconosce che nel mondo esistono governi, regimi e civiltà che sono il frutto di storie diverse. L’importante è il rispetto reciproco. E questo segna, ad esempio, l
a fine della filosofa delle “primavere arabe” che tanti guai hanno prodotto in mezzo mondo. Gli Stati Uniti intendono negoziare bilateralmente secondo i propri interessi con ciascun paese, senza paraocchi ideologici e senza giudizi di valore.
In effetti la “NSS” di Trump
rovescia radicalmente l’attuale prospettiva di politica internazionale, ritornando agli stati nazionali “il mondo funziona meglio quando le nazioni pensano ai loro interessi”… e gli Usa si impegnano “a difendere i diritti sovrani delle nazioni, contro le incursioni delle organizzazioni transnazionali che vogliono debilitare la loro sovranità”, per questo
l’America “deve avere una chiara preferenza per il non-intervento negli affari delle altre nazioni” e “deve avere buone relazioni e rapporti commerciali pacifici con le nazioni del mondo senza imporre ad esse cambiamenti democratici o sociali incompatibili con le loro tradizioni e storie”.
E veniamo al nostro continente. Per il documento: “
l’Ue e altri organismi transnazionali stanno indebolendo la libertà politica e la sovranità (dei Paesi europei), con politiche migratorie che stanno trasformando il continente, censurando la libertà di parola e sopprimendo l’opposizione politica, favorendo il declino demografico e la perdita delle identità nazionali e la fiducia degli europei in sé stessi”. Sopratutto l’Ue va liberata dal “soffocamento regolatorio”.
Del resto anche J. D. Vance, Vicepresidente degli Usa, nel suo discorso alla conferenza di Monaco del 14 febbraio del 2025 aveva dichiarato che
“la minaccia che mi preoccupa di più nei confronti dell’Europa non è la Russia, non è la Cina, non è nessun altro attore esterno. Ciò che mi preoccupa è la minaccia dall’interno. Il ritiro dell’Europa da alcuni dei suoi valori più fondamentali: valori condivisi con gli Stati Uniti d’America”.
https://www.secoloditalia.it/2026/01/valore-della-vita-radici-cristiane-identita-trump-segue-leone-xiv-sui-principi-non-negoziabili-la-ue-li-mortifica/