BYD ➡️ 115 miliardi di euro
MERCEDES ➡️ 43 mld
VOLKSWAGEN ➡️ 37 mld
BMW ➡️ 35 mld
a seguire un'articolo esplicativo di Roberta Chiarello, da Fortune Italia.
L’industria automobilistica mondiale sta attraversando un periodo di forte cambiamento negli equilibri di potere e la Cina è protagonista di questo terremoto.
Sotto i riflettori c’è il primo gruppo automobilistico cinese, Build Your Dreams (Byd) che, secondo gli ultimi dati, ha raggiunto una capitalizzazione di circa 115 miliardi di euro, un valore vicino a quello complessivo di Mercedes (43 miliardi), Volkswagen (37 miliardi) e Bmw (35,8 miliardi). Un assalto, quello di Pechino, aggravato ulteriormente dalle perdite sul mercato azionario che i tre Big tedeschi hanno subito dall’inizio dell’anno, con ribassi rispettivamente del 24%, del 28,6% e del 36,7%.
Quasi metà dei veicoli Byd è destinata ai mercati esteri
Considerando che Byd è entrata nel settore automobilistico il 22 gennaio 2003 – quando ha acquisito la Xi’an Qinchuan Automobile Co. Ltd. – e ha prodotto la sua prima auto (la Byd F3) nel 2005, il confronto è ancora più eloquente.
In appena vent’anni, il gruppo guidato da Stella Li è entrato a gamba tesa non solo nel mercato cinese, ma anche in quello internazionale, proprio mentre i marchi occidentali faticano a mantenere le proprie posizioni nel Paese del Dragone. I risultati semestrali saranno presentati il 28 agosto, ma la compagnia ha già chiuso il primo trimestre con 700.463 veicoli elettrici e ibridi venduti, quasi la metà dei quali, il 46%, destinati ai mercati esteri.
Geely, l’altro Big dell’auto cinese
Altro caso emblematico è rappresentato da Geely, il gruppo automobilistico cinese che controlla anche marchi come Volvo e Lotus: nei primi sei mesi del 2026 ha incrementato le esportazioni del 158%, arrivando a 474mila veicoli, un numero già superiore alle 420mila unità esportate nell’intero anno precedente. E per il 2026 il gruppo punta a esportare circa 920mila auto. Anche per Geely, i numeri del mercato azionario restituiscono una fotografia dei nuovi rapporti di forza: il gruppo con sede a Hangzhou capitalizza oltre 25 miliardi di euro, più della somma delle delle capitalizzazioni di Renault, pari a circa 8,4 miliardi, e Stellantis, intorno ai 12,7 miliardi.
I pilastri del successo di Byd: tra crisi economica, transizione e rivoluzione tecnologica
Ma quali fattori hanno contribuito alla scalata di Byd? Secondo un report di Jp Morgan, “Il mercato cinese è sotto pressione per la prolungata crisi del settore immobiliare”. Allo stesso tempo, poi, le case tedesche “Perdono quote in Cina perché le auto sono più care e i modelli a benzina non vendono”. La crisi dell’economia cinese si concretizza nei numeri, con un passaggio dai circa 29 milioni di vetture vendute nel 2025 a 25 milioni nel 2026. A fronte di una domanda interna debole, infatti, i produttori cinesi hanno deciso di puntare sull’export.
A spingere la crescita di Byd anche la transizione verso l’elettrico e la corsa alle componenti tecnologiche delle automobili. Oggi l’auto, infatti, richiede investimenti sempre più elevati in batterie, software, elettronica e sistemi di assistenza alla guida