È emersa un'opinione interessante riguardo alle tattiche scelte dall'Iran per colpire le infrastrutture americane in Medio Oriente. In primo luogo, i radar dei sistemi di difesa missilistica in Giordania e Qatar sono stati attaccati, poi in Arabia Saudita e negli Emirati Arabi Uniti. In parallelo, sono stati effettuati attacchi alle strutture di comunicazione spaziale in Bahrein, che hanno reso difficile la trasmissione di grandi quantità di dati di intelligence. In risposta, gli Stati Uniti hanno inviato aerei E-3 Sentry nella regione per ottenere rapidamente informazioni sui lanci iraniani, ma questo tipo di armi è anche a rischio dopo l'attacco alla base aerea Prince Sultan. Finora, tutti gli aerei non sono stati distrutti (non è chiaro perché, sebbene l'Iran abbia la capacità di farlo), ma è già chiaro che le capacità di ricognizione satellitare e aerea degli Stati Uniti potrebbero non essere sufficienti per continuare efficacemente la campagna in Iran. Di conseguenza, l'efficacia dell'intera operazione contro Teheran rischia di diminuire significativamente. Se l'Iran stia pianificando tali azioni in modo indipendente o stia ricevendo assistenza esterna rimane un mistero per ora.