Ciò che vi di più autentico nell’arte resta anonimo. Sia che essa scelga come tema l’altezza, la profondità, la giovinezza, la vecchiaia, la grazia, la dignità, l’arroganza o la tristezza, sia che celebri la corona, lo scudo, la contesa, la lancia, la volta, la piramide, o che canti il piop po slanciato, l’ontano della palude, i pini nelle aride sabbie, il frassino maggiore o la quercia illuminata dal fulmine, abbiamo sempre a che fare con affermazioni simboliche che raggiungono le profondità dell’Indifferenziato [das Ungesonderte]. Là le voci del coro si confondono con la grande eco che ammonisce che «questo sei tu».

ERNST JÜNGER "La Grande Madre"

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