Si pensa solo alla causa e non all'effetto, ignorando che la "soluzione" è diventata ben peggiore del problema.
Ed ecco servito il cambio di paradigma.
Il divieto è diventata la regola.
La libertà è diventata l'eccezione.
L'obbligo è il principio imperante.
L'arbitrio è una concessione.
Dalla libertà riconosciuta alla libertà autorizzata e condizionata nel tempo e nello spazio, divenuta già premiale.
Come ad un cane si concede il croccantino come premio per aver portato indietro il bastone ora si concede alle persone di poter esercitare i loro diritti solo dopo aver messo la mascherina, lavato le mani nell'amuchina, mantenuto la distanza, aver conseguito un tampone negativo e fatto tutte le dosi di vaccino richieste.
Non occorre essere Socrate, Platone e Aristotele e nemmeno Agamben per capirlo, basta pensare da uomini liberi.
In Liguria poi siamo avantissimo. Siccome non possono imporre lookdown ai cinghiali impongono a noi di non andare per boschi o a fare gite per non causare la movimentazione delle bestie.
La peste suina africana non passa all'uomo. Ma siccome lo sfogo passeggiata natura e aria aperta è uno dei pochi che ci aiuta a mantenere la sanità mentale devono trovare modo di proibirlo