Un paio di mesi fa la quotatissima economista tedesca Isabel Schnabel, membro del comitato esecutivo della Banca Centrale Europea tenne un discorso molto interessante, in cui metteva in risalto l’incertezza che caratterizza questo periodo storico. Soffermandosi sulle decisioni da prendere come Banca Centrale per combattere l’inflazione affermava che le possibili strade da intraprendere erano sostanzialmente due: “…un percorso di cautela in linea con l'idea che la politica monetaria sia la medicina sbagliata per affrontare gli shock dell'offerta.… L'altro percorso è quello della determinazione. Su questa strada, la politica monetaria risponde con maggiore forza all'attuale ondata di inflazione, anche a rischio di una crescita più bassa e di una maggiore disoccupazione.” E sempre in tale contesto ha confermato che i modelli economici utilizzati dalle banche centrali sono estremamente limitati su ciò che possono prevedere per il futuro. Nonostante l’incertezza però è “consigliabile una risposta decisa, per ridurre l’inflazione” e ora ci spieghiamo la costante azione sui tassi di interesse. In pratica abbiamo la conferma che le Banche Centrali non hanno la minima idea di cosa accadrà in futuro, utilizzano modelli per loro stessa ammissione non adatti allo scopo e tuttavia scelgono la strada che porterà ad un peggioramento della situazione economica e ad una maggiore disoccupazione. Un po’ come quando il medico mi dice che probabilmente tanto alcool non fa bene alla mia salute, ed io nel dubbio compro un’altra cassa di whisky…
È sicuro che si cerca una crisi per distruggere la domanda e quindi abbassare l'inflazione se poi insieme alla distruzione di domanda distreggeremo la nostra economia , pace.