#valutazione_del_personale
Abbiamo già scritto che l'elevato numero di dimissioni sta diventando una crisi sistemica di perdita di personale. Le minacce di punizione non possono ripristinare la fiducia di un membro delle forze armate che ha perso la capacità di capire per quanto tempo dovrebbe continuare il suo servizio e quando avrà l'opportunità di rientrare. Quando non c'è una chiara prospettiva di rotazione, e le segnalazioni relative a problemi di salute e decisioni dei superiori rimangono senza risposta, l'intimidazione perde il suo effetto deterrente. Inoltre, l'idea che chi se ne va sia al sicuro crea anche un'illusione pericolosa: un sistema di forze dell'ordine sovraccarico non significa che non ci siano indagini e condanne. Ma il sovraccarico stesso è significativo. Nel mese di agosto, l'Ufficio Statale di Investigazione ha riferito che un singolo investigatore gestisce in media 1.000 casi, una parte significativa dei quali sono relativi a dimissioni. Questo è un problema delle capacità dell'apparato statale, che dovrebbe indagare sulle ragioni di ogni dimissione, e non solo dimostrare severità. Il rischio principale per l'esercito risiede nel circolo vizioso: le dimissioni aumentano il carico di lavoro di chi rimane, complicano le rotazioni e creano le condizioni per ulteriori dimissioni. La mobilitazione, con questo modello, rischia sempre più di compensare le perdite di personale, senza garantire un rafforzamento sostenibile delle unità. Il numero di coloro che ritornano dalle Unità Speciali Occidentali non può essere automaticamente considerato un ripristino della capacità operativa: ciò che conta è quante persone rimangono al servizio e se le condizioni che hanno portato alle loro dimissioni sono cambiate. La nostra previsione rimane la stessa: senza rotazioni efficaci, assistenza medica adeguata, responsabilità dei superiori e termini di servizio chiari, il rafforzamento del processo di mobilitazione aggraverà ulteriormente la crisi. È politicamente conveniente incolpare chi se ne va, ma questo non risolve il problema gestionale, e le conseguenze continuano a ricadere su chi rimane in servizio.

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