Giuseppe Masala Chili
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IL SOLDATO MORENTE
E’ un’immagine di guerra fra le più potenti e strabilianti che abbia mai visto. Anzi non ho mai visto nessuna foto di guerra così vera e dunque così atemporale.
E’ il riassunto di 2500 anni di civiltà figurativa, di visione etica, di senso del tragico che hanno dato forma a quello che ormai considero un termine insopportabile per la sua volgare genericità , vale a dire la civiltà Occidentale.
Sono bellissimi, inimitabili, come i kouros di Prassitele. Se fossero stati brutti, cioè imperfetti, l’immagine non avrebbe avuto alcuna importanza, se non un vago e falso sentimento di compassione. Dunque la bellezza è un fatto essenziale per mostrarci come le cose devono essere per essere vere. Un soldato è riverso morente su di un carro da guerra. E’ bello, bellissimo, ma probabilmente è proprio l’evanescenza con cui è attaccato alla vita rende la sua immagine bellissima proprio perché è in quello spazio indefinibile dove mondi paralleli per miracolo si sfiorano, quello del tempo e quello dell’eternità .
E’ il Galata morente, sceso dalla terrazza del tempio di Atena Nikephòros di Pergamo, per morire un’altra volta nella giungla tropicale del Viet-Nam per dirci che tutto ritorna e dunque non c’è nulla sul serio di cui disperarsi.
Ma l’immagine non è semplicemente la ripetizione di quello che i Greci avevano da dirci, ossia che siamo solo vaghe ombre di un misterioso gioco divino nel quale l’unica cosa che conta, per rendere vera la nostra vita, è la bellezza, e dunque morire in modo bello un bene e non un male.
L’immagine che vediamo è anche la riproduzione in forma del tutto sorprendente della “Pietà ” di Michelangelo. Guardate bene la fotografia. Il soldato che lo abbraccia e lo sorregge morente non è l’infermiere con la flebo. E’ Maria, lo accompagna con la sua pietà e così gli permette di reggere la prova tremenda del passare da un mondo all’altro. E’ dunque la figurazione Cristiana del nostro essere al mondo e con essa che è la Carità il vero legame che ci lega gli uni agli altri, quello che ci permette di passare attraverso i mondi incolumi, nonostante le ferite. (Alfredo Morosetti, Facebook)
1 comment
Andrea
Jun 10, 2022
👍🏻