‼️L'invito a tutti i ragazzi è quello di non farsi assolutamente coinvolgere e suggestionare, e alle famiglie di controllare che sempre con attenzione l'attività social dei proprio figli, soprattutto se adolescenti.‼️
‼️Il nostro appello é quello di controllare sempre i media dei figli, il pericolo é sempre in aguato.‼️
Punizioni corporali, «per gioco», fino al suicidio. Grazie alla denuncia di una tredicenne, la polizia ha salvato un coetaneo da questa pericolosa variante del 'Challenge Online', le competizioni social diventate tristemente famose perché rischiose e, in alcuni casi, persino mortali.
«Riconoscere le fragilità e poter agire per tempo è la grande sfida», è l'allarme di Ciro Cascone, procuratore dei minori di Milano che è stato subito informato della vicenda per i provvedimenti del caso. I due tredicenni, lei della provincia di Cuneo lui di quella di Varese, si sono conosciuti in una chat di WhatsApp dedicata ai fumetti Manga.
Nel bel mezzo della discussione, il ragazzo ha tirato fuori il 'gioco': alcune domande, le cui risposte avrebbero determinato per lui punizioni corporali. Fino al suicidio. Con un assurdo conto alla rovescia: nel caso l'amica virtuale non avesse accettato di partecipare, alle 14 del giorno dopo si sarebbe suicidato.
Un ultimatum da brividi, di fronte al quale l'adolescente cuneese ha reagito con intelligenza, confidando la preoccupazione per quell'annuncio di morte alla madre, che ha subito chiamato la polizia.
Gli accertamenti sull'account con cui l'adolescente aveva contattato la ragazza cuneese hanno consentito alla Postale di Cuneo di risalire alla famiglia dell'adolescente. Con le lancette dell'orologio che continuavano a correre verso la scadenza delle 14, tempo da perdere non ce n'era.
Contattata al telefono dagli agenti, la madre del ragazzo, a Milano per lavoro, ha ammesso che il figlio - solo in casa - stava vivendo un momento di disagio. Ed è scattato l'allarme. Il rischio che potesse davvero farsi del male o, peggio ancora, suicidarsi, era reale.
«Chiunque avrebbe potuto finire vittima di un gioco del genere, se fragile», osserva il procuratore Cascone. La corsa contro il tempo si è conclusa con l'intervento delle forze dell'ordine a casa del giovane, subito preso in custodia in attesa dell'arrivo dei genitori. continua a leggere...