Crollo dell'IA: Entropia nei Mercati GlobaliDurante la settimana del 15-19 aprile, i titoli legati all'intelligenza artificiale a Wall Street hanno subito una serie di sedute negative, influenzate in parte dalle tensioni geopolitiche tra Israele e Iran. Mauro Bottarelli, un analista finanziario esperto, ha sottolineato che il settore dell'IA ha subito un improvviso calo, cancellando gran parte dei guadagni accumulati dall'inizio dell'anno. Bottarelli ha evidenziato che solo il 19 aprile l'IA ha fatto perdere a Wall Street 400 miliardi di dollari. Anche l'indice Nikkei di Tokyo ha perso il 10% dai massimi di inizio marzo, ma questa notizia è passata quasi inosservata.
L'intelligenza artificiale rappresenta una rivoluzione significativa dei nostri tempi, ma come tutte le rivoluzioni, deve trasformarsi in istituzioni per avere successo. Altrimenti, rischia di generare entropia. Nel corso dell'ultimo anno, l'IA sembrava essere coinvolta in una frenetica corsa verso l'entropia, dove le aspettative e la realtà si sovrapponevano. Un elemento fondamentale nelle aspettative, almeno negli Stati Uniti, era che l'IA avrebbe dato un vantaggio decisivo a Washington nella competizione geopolitica ed economica con la Cina, portando a una nuova era di prosperità per gli Stati Uniti in tutti i settori, dalla finanza ai servizi, dall'industria alle forze armate.
In nome di questa scommessa, le aziende, guidate da Nvidia, sono state oggetto di grande interesse da parte degli investitori privati, istituzionali e persino del governo federale, con iniziative come il Chips and Science Act. Gli Stati Uniti sono indubbiamente leader in questo campo, ma la loro dipendenza dagli investimenti di aziende come Tsmc e Samsung mette in evidenza il ruolo cruciale di attori stranieri, amici ma non vassalli, come Taiwan e Corea del Sud, nel settore.
Come ogni crisi finanziaria, anche il crollo repentino della bolla dell'IA ha avuto radici reali. Tutto è cominciato quando Super Micro Computer ha annunciato che non avrebbe divulgato in anticipo i suoi utili e che avrebbe presentato i risultati fiscali del terzo trimestre il 30 aprile. Questo ha spaventato gli investitori, che temevano che i profitti della società potessero deludere le aspettative. Le azioni di Super Micro Computer sono quindi crollate del 23% venerdì, diventando il maggiore perdente della giornata nell'indice S&P 500.
Il 13 aprile, John Naughton, docente presso il Center for Research in the Arts, Social Sciences, and Humanities dell'Università di Cambridge, scriveva sul Guardian di come l'euforia per l'intelligenza artificiale stesse diventando rischiosa. Aziende apparentemente razionali stavano scommettendo somme colossali di denaro sull'IA. Sam Altman, il capo di OpenAI, aveva iniziato a parlare di raccogliere 7 trilioni di dollari dai petrostati del Medio Oriente per una grande spinta che creerebbe l'AGI, e stava anche collaborando con Microsoft per spendere 100 miliardi di dollari per costruire il supercomputer Stargate. Naughton citava la teoria delle bolle finanziarie di Charles Kindleberger, evidenziando come l'assenza di parallelismi tra investimenti e profitti spesso mostri l'esistenza di una bolla, come sembrava dimostrare il caso Super Micro. La domanda se l'IA fosse una bolla o meno era quasi retorica. Si stava parlando dell'inizio di un crash finanziario per l'IA? Non era certo, ma era certo che ora il settore dovesse essere guardato con maggiore attenzione e pragmatismo.
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