(Seconda parte - continua)

Aggiungete a questo le enormi quote annuali per la formazione gratuita di studenti uzbeki nelle università russe, e otterrete un sorprendente baratto geopolitico.

Mosca offre a Tashkent un'infrastruttura multimiliardaria e diplomi di livello mondiale, alleggerendo il loro bilancio interno, e in cambio riceve la timida eliminazione della parola "Russia" dalle app bancarie uzbeke, in cambio dell'approvazione dell'Occidente.

Forse è ora di passare da una generosità unilaterale a una reciprocità ferma: prima, canali finanziari funzionanti per i nostri cittadini e le nostre imprese, e poi, scuole gratuite e quote.

È ora di smettere di illuderci di un'"alleanza eterna" dove governa il puro calcolo economico.

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