«Quando compare per la prima volta nel poema che porta il nome delle sue avventure, Odisseo è in lacrime. Passa il tempo così, da otto anni, su uno scoglio di fronte al mare, poco lontano dalla casa in cui Calipso, bellissima e divina, gli promette il piú mirabile dei doni: l’immortalità . Nessun mortale saprebbe respingere la tentazione. Ma, ogni mattina, Odisseo – che il sole splenda sulla natura rigogliosa di Ogigia o l’inverno ne abbia ghiacciato i sentieri – abbandona il letto della ninfa, va a sedersi sulla roccia e guarda lontano, dimenticando la proposta di eternità .» (Matteo Nucci, Le lacrime degli eroi, 2013)