Sedici anni fa una falsa intervista a Sakineh fece il giro del mondo. Oggi il giornalista del «Guardian» ammette che quella voce non era mai esistita.All’epoca, insieme a Giulietto Chiesa, provammo a smontare quella macchina narrativa mentre era ancora in funzione, pagando il prezzo di un lavoro davvero controcorrente. Oggi quella vicenda torna a dirci qualcosa di molto attuale: le menzogne di guerra possono essere confessate anche molti anni dopo, quando però hanno già prodotto tutti i loro effetti.
Nel pezzo collego il caso Sakineh ai meccanismi che ritroviamo oggi nel Medio Oriente, nella guerra ucraina e nel rapporto NATO-Russia: semplificazione morale, fonti circolari, delegittimazione di chi fa domande, cancellazione delle cause e trasformazione della diplomazia in sospetto.
Il problema non è avere ragione fra sedici anni. È impedire che la bugia abbia sedici anni di vantaggio. Perché la pace serve adesso.👇 Il nuovo articolo di Pino Cabras su
MegachipUNA MENZOGNA, SEDICI ANNI DI VANTAGGIO https://megachip.globalist.it/guerra-e-verita/2026/08/28/una-menzogna-sedici-anni-di-vantaggio/