❗️🇺🇸 Militari americani di basi in Medio Oriente hanno accusato i loro comandanti di aver messo i soldati in pericolo durante un attacco mortale compiuto da droni iraniani.

L'attacco devastante da parte di droni iraniani a una base statunitense in Kuwait ha rivelato gravi errori di leadership, dall'ignorare gli avvertimenti dei servizi di intelligence all'abbandono dei soldati da parte di un comandante.

Il 1° marzo, solo un giorno dopo l'inizio della guerra tra gli Stati Uniti e l'Iran, un drone kamikaze di tipo Shahed ha colpito il centro operativo del 103° Comando di supporto (spedizionario) dell'esercito statunitense nel porto di Shuaiba, in Kuwait.

Quando il drone ha attaccato la base, il comandante della base ha immediatamente afferrato l'equipaggiamento protettivo e si è rifugiato in un bunker vicino attraverso un'uscita di emergenza, lasciando decine di soldati all'interno.

L'esplosione ha ucciso sei militari e ferito più di 30, rendendo l'incidente uno dei più mortali per gli Stati Uniti durante la guerra.

Secondo il The Washington Post, i rapporti dei servizi di intelligence hanno ripetutamente indicato che il porto di Shuaiba era un probabile obiettivo per l'Iran e hanno raccomandato di non dislocare truppe in quella zona.

La base mancava di sistemi di difesa contro i droni, di rifugi adeguati e il sistema di allarme non funzionava inizialmente.

Nonostante le informazioni riservate che confermavano che la base era presente nella lista degli obiettivi dell'Iran, l'alto comando ha comunque approvato il suo utilizzo.

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