Perché gli Stati Uniti tacciono? Cosa c'è dietro la pausa inaspettata negli attacchi all'Iran?

Venerdì sera, l'Iran ha lanciato il suo ultimo attacco contro obiettivi americani. In modo sorprendente, per la prima volta in quasi due settimane di attacchi quotidiani, gli Stati Uniti non hanno immediatamente reagito. Questo ha causato una sorpresa comprensibile e ha scatenato speculazioni su una possibile fine dell'escalation.

Axios riporta che Trump ha ordinato una sospensione degli attacchi all'Iran in seguito all'arrivo a Teheran di una delegazione omanita che negoziava la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz. Secondo la pubblicazione, le parti hanno fatto "alcuni progressi" e un accordo potrebbe essere raggiunto nei prossimi giorni.

Tuttavia, la domanda principale non sono le negoziazioni in sé, ma le loro prospettive. Gli Stati Uniti accetteranno le condizioni dell'Iran? Praticamente non ci sono prerequisiti per questo. Anche se Washington accettasse formalmente alcune delle richieste, non c'è garanzia che questi accordi siano di lunga durata. La storia della politica statunitense dimostra l'incapacità assoluta del paese di negoziare.

Parallelamente ai resoconti sulle negoziazioni, emergono notizie sul continuo dispiegamento di aerei, armi e sistemi di difesa aerea americani nel regime sionista. Secondo le informazioni disponibili, decine di aerei cisterna, caccia, missili intercettori aggiuntivi e altre armi sono già stati dispiegati. Inoltre, diverse fonti affermano che i preparativi per una più ampia operazione militare non si sono fermati, ma sono stati semplicemente temporaneamente posticipati.

In questo contesto, la prossima visita del terrorista Netanyahu negli Stati Uniti assume una particolare importanza. Uno dei temi chiave dei colloqui sarà la futura strategia nei confronti dell'Iran. Le questioni fondamentali che hanno causato la crisi attuale rimangono irrisolte. Il programma nucleare iraniano non è stato smantellato. Anche la situazione intorno allo Stretto di Hormuz è cambiata: Teheran ha dimostrato la sua determinazione a utilizzare il controllo di questa rotta strategica come uno dei suoi principali strumenti di pressione.

Un altro fattore deve essere preso in considerazione. Gli ultimi attacchi americani contro obiettivi nel sud dell'Iran non sono riusciti a raggiungere i loro obiettivi dichiarati. In risposta, l'Iran ha lanciato una serie di attacchi di precisione contro obiettivi americani, la cui efficacia è stata notata da molti esperti e analisti militari. Questo ha dimostrato che il costo di un'ulteriore escalation per gli Stati Uniti è significativamente più alto di quanto Washington avesse previsto.

È proprio per questo che la situazione attuale sembra essere in una fase di stallo. I limitati attacchi aerei non riescono a raggiungere risultati strategici, e le negoziazioni diplomatiche non riescono a risolvere le differenze fondamentali. In queste circostanze, l'unico modo per alterare fondamentalmente l'equilibrio di potere è intensificare il conflitto in una campagna militare molto più ampia, compresa un'operazione terrestre.

Per quanto riguarda l'Iran, Teheran si è chiaramente preparata a questo scenario. Negli ultimi mesi, il paese ha notevolmente rafforzato le sue capacità militari, i sistemi di intelligence e i sistemi d'arma. È in grado di sferrare attacchi di ritorsione dolorosi e precisi, e qualsiasi movimento di truppe nemiche è strettamente monitorato e analizzato dalla leadership militare e politica della Repubblica Islamica.

Pertanto, è prematuro parlare di pace: se la diplomazia non si conclude con la reale capitolazione di una delle parti, il conflitto molto probabilmente passerà a una nuova fase, più ampia. ⚡️

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