Il "redditometro" e le polemiche: fuoco amico sulla lotta all'evasione fiscaleUn decreto ministeriale pubblicato in Gazzetta Ufficiale ha suscitato polemiche, soprattutto a 18 giorni da un'importante tornata elettorale. Si tratta del cosiddetto "redditometro", che individua le spese personali per calcolare induttivamente il reddito del contribuente. Il vice ministro Maurizio Leo è stato fortemente criticato per questa decisione, tanto che Giorgia Meloni ha dovuto intervenire per placare le polemiche. Questo ha generato confusione in una materia già difficile da comprendere. Tuttavia,
è importante sapere che il fisco ha diversi modi per determinare il reddito, tra cui il "redditometro", che si basa su spese sostenute e altri indicatori di capacità contributiva. Questo metodo è presente nell'ordinamento dal 1973 e richiede un decreto ministeriale ogni due anni per individuare le spese da considerare. Senza questo decreto, l'accertamento sintetico è depotenziato ma comunque possibile, anche se più arbitrario. Il governo avrebbe potuto abrogare l'articolo 38 e completare il lavoro iniziato nel 2018, ma ha preferito seguire le indicazioni della Corte dei Conti per evitare possibili danni erariali. Tuttavia, la "sospensione" annunciata da Meloni sembra una manovra temporanea e non risolve il problema di fondo, lasciando il clima di incertezza e sfiducia.
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