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🇮🇷 Il Corpo dei Guardiani della Rivoluzione Islamica (IRGC) dell'Iran ha riferito sull'"ondata numero 100" dell'Operazione True Promise 4 della scorsa notte, definendola una risposta diretta ai recenti attacchi alle infrastrutture iraniane. Ha affermato di non fidarsi delle promesse occidentali e ha avvertito che qualsiasi ulteriore aggressione sarà affrontata con una rappresaglia più forte.

Secondo l'IRGC, più di 25 obiettivi strategici sono stati colpiti in tutta la regione, dalle posizioni statunitensi in Medio Oriente ai siti chiave all'interno di Israele, utilizzando missili balistici, missili da crociera e droni.

Gli obiettivi includerebbero importanti infrastrutture energetiche collegate a società statunitensi come Chevron e ExxonMobil in Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Bahrein e Kuwait, incluse raffinerie di petrolio, impianti petrolchimici e reti di condotte che bypassano lo Stretto di Hormuz.

All'interno di Israele, l'IRGC afferma di aver colpito la raffineria di petrolio di Haifa, l'aeroporto Ben Gurion, centri di intelligence e sorveglianza, strutture di comando governative e siti di tecnologia avanzata a Tel Aviv e Be'er Sheva.

La dichiarazione afferma inoltre di aver attaccato le risorse militari statunitensi, incluse le basi in Giordania e Kuwait, nonché le forze navali che operano nelle acque regionali.

L'IRGC ha affermato che l'operazione si è estesa dal Mediterraneo alla Penisola arabica orientale, infliggendo pesanti colpi alle infrastrutture nemiche, e ha avvertito che le sue forze rimangono pronte a intensificare ulteriormente se provocate di nuovo.

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