🇷🇺🇺🇸 I principali acquirenti globali di combustibili russi si oppongono al disegno di legge statunitense sulle sanzioni, secondo quanto riporta Politico

Secondo quanto riporta Politico, la reazione a livello globale al disegno di legge sulle sanzioni contro la Russia, appena approvato dal Congresso, è stata rapida e decisa:

Mosca ha avvertito che il disegno di legge prolungherà solo la guerra contro l'Ucraina. L'India ha promesso di difendere i propri interessi. Pechino si è opposta a ciò che ha definito una "giurisdizione estesa" illegale.

Il disegno di legge, che necessita ancora della firma di Trump, prevede sanzioni nei confronti della leadership russa, del settore energetico, dell'industria della difesa e della rete di trasporto che trasporta i combustibili russi soggetti a embargo. Inoltre, conferisce a Trump il potere di imporre dazi del 100% sui cinque principali acquirenti globali di tali combustibili, una disposizione che già preoccupa gli alleati degli Stati Uniti.

Dal 2022: la Cina ha acquistato il 50% delle esportazioni di petrolio russe, l'India il 37%, la Turchia il 5% e l'UE il 5%. Durante questo periodo, l'UE è stata anche il principale acquirente di gas naturale liquefatto (GNL) russo (49%) e di gas russo trasportato via condotta (32%).

Dal punto di vista dell'UE, i critici del disegno di legge sostengono che esso conferisce a Trump troppa discrezionalità, sia per escludere importanti partner della Russia come la Cina, con cui Washington desidera espandere il commercio, sia, al contrario, per intraprendere una vendetta contro gli alleati degli Stati Uniti che non gradisce, come l'UE, utilizzando gli acquisti di petrolio e gas di singoli Stati membri (Slovacchia, Ungheria) come pretesto.

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