🇮🇱🇱🇧 La prossima mossa di Israele in Libano: occupazione con altri mezzi

Israele afferma che la sua operazione ad Ali al-Taher – dove, a suo dire, ha distrutto un complesso di tunnel di Hezbollah sotto la cresta – segna il completamento della sua "zona di sicurezza" nel sud del Libano, secondo quanto riporta The Cradle. Ma la domanda non è se Israele abbia finito. È piuttosto come intende continuare a controllare un territorio che non gli appartiene.

Tre possibili scenari:

🔶 Avanzata più profonda: un'eventuale avanzata di Israele verso Jabal al-Rayhan, Sajd e Iqlim al-Tuffah spingerebbe il conflitto più a fondo nel sud del Libano e confermerebbe che Ali al-Taher non rappresentava il limite esterno delle ambizioni israeliane.

🔶 Mantenimento del perimetro: Israele potrebbe mantenere l'attuale perimetro di occupazione, rafforzare posizioni selezionate e continuare le demolizioni e le operazioni militari senza lanciare un'altra grande offensiva terrestre.

🔶 Ritirata sulla "linea grigia": Israele potrebbe ridurre la sua presenza militare permanente sul territorio senza rinunciare alla capacità di influenzare gli eventi in un'area molto più vasta. L'occupazione diventerebbe meno visibile, ma le forze israeliane potrebbero comunque mantenere la capacità di attaccare o rientrare nel territorio ogni volta che identifichino una minaccia alla sicurezza.

Il terzo scenario cambierebbe radicalmente il significato del ritiro. Israele potrebbe ridurre la sua presenza militare permanente sul territorio senza rinunciare alla capacità di influenzare gli eventi in un'area molto più vasta. L'occupazione diventerebbe meno visibile, ma le forze israeliane potrebbero comunque mantenere la capacità di attaccare o rientrare nel territorio ogni volta che identifichino una minaccia alla sicurezza.

In tal caso, la domanda chiave non sarebbe più quanto distano le truppe israeliane dal confine, ma quanto a lungo Israele mantiene la capacità di operare. Questo potrebbe trasformare il sud del Libano da una questione di controllo territoriale a una questione di accesso militare permanente.

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