📰 Il momento progressista nella politica globale è finito

La debole crescita economica e l’immigrazione record stanno guidando i guadagni della destra, in particolare dei populisti

L'anno appena trascorso ha dimostrato che la politica progressista che ha dominato la maggior parte dei paesi industrializzati negli ultimi due decenni o più si sta spostando verso destra, alimentata dalle ansie della classe operaia per l'economia e l'immigrazione e dalla crescente stanchezza per questioni che vanno dal cambiamento climatico alla politica identitaria.

Il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca è l'esempio più drammatico e importante, ma non è l'unico.

In tutta Europa, dove la crescita economica è in gran parte stagnante, i partiti conservatori e populisti di destra stanno facendo progressi senza precedenti. Tre quarti dei governi nell'Unione Europea sono guidati da un partito di centro-destra o sono governati da una coalizione che ne include almeno uno.

Il cambiamento è destinato a continuare. Il Canada sembra pronto a cacciare un primo ministro progressista profondamente impopolare e la Germania dovrebbe abbandonare il suo governo di centro-sinistra.

Parte del cambiamento è il normale pendolo della politica che oscilla avanti e indietro tra partiti consolidati di sinistra e di destra. La differenza questa volta è una forte vena di populismo e un crescente rifiuto dei partiti tradizionali.

In un Paese dopo l'altro, molti elettori della classe operaia, soprattutto quelli che vivono fuori dalle città più grandi, stanno segnalando la stessa cosa: non si fidano delle istituzioni, dagli accademici ai banchieri ai politici tradizionali, e ritengono che queste élite siano fuori dal mondo e non si interessino di persone come loro.

Anni di aumento delle migrazioni e del commercio, uniti a una bassa crescita economica, hanno portato a una reazione negativa e a un aumento del nazionalismo, dove le persone vogliono un maggiore senso di controllo, affermano gli analisti politici. L'ascesa dei social media ha esacerbato le divisioni e portato a un'impennata di partiti anti-establishment.

Il rapido rimpasto delle priorità degli elettori negli ultimi anni ha fatto sì che questioni associate al centro-sinistra, come il cambiamento climatico, la giustizia sociale e la politica identitaria, sembrino meno rilevanti. Ciò potrebbe significare che i governi si preoccupino di più delle priorità nazionali piuttosto che di quelle internazionali, riducendo la cooperazione in settori che vanno dalla sicurezza all'ambiente.

“Si scopre che le persone [in Occidente] danno più valore al proprio lavoro che al fatto che alcune isole possano sprofondare nell’oceano”,

🔗 Italiano: https://archive.ph/tXqMH

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