Attacco islamista contro una manifestazione lgbt… roba da far fumare davvero i cervelli dei sinistri…
Un’occasione in più per ribadire che controllo del territorio, regole e sicurezza non sono valori di destra ma valori che dovrebbero essere comuni per tutti.
Infine, quando il confine è crollato sotto il peso prevedibile delle sue stesse scelte, si è precipitato a Ceuta a dare la colpa alle mafie. La sinistra italiana conosce il copione a memoria. Lo conosce talmente bene da averne fatto un manifesto. Tre mesi fa Elly Schlein volava a Barcellona al vertice progressista organizzato da Sánchez per annunciare che un altro mondo è possibile. L'altro mondo possibile è arrivato: si chiama Ceuta. Per anni ha combattuto il modello Albania, impugnato ogni trattenimento nei CPR, contestato la lista dei Paesi sicuri, gridato al razzismo di fronte a ogni tentativo di espulsione. Poi, quando un accoltellamento o una rapina finiva in cronaca, il ritornello era sempre lo stesso: disagio sociale, casi isolati, mancata inclusione. A Ceuta il governo spagnolo ha rifiutato di dichiarare l'emergenza nazionale perché la normativa non lo prevedrebbe per i flussi migratori. In Italia la sinistra ripete da anni che l'immigrazione non è un'emergenza, ma un fenomeno strutturale. La differenza tra le due formule è puramente linguistica. Il risultato è identico: nessuno interviene. C'è poi un dettaglio che merita attenzione. Le immagini mostrano camion carichi di giovani uomini scaricati a ridosso del confine sotto gli occhi della gendarmeria marocchina. Non disperati in fuga: un servizio navetta di Stato. Il Marocco ha già usato la pressione migratoria come arma di ricatto nel 2021. Lo sta facendo di nuovo. Ma Sánchez preferisce parlare di mafie, perché accusare Rabat significherebbe ammettere che un governo alleato sta usando esseri umani come proiettili. Ieri sera, Madrid ha sbandierato 48.000 rientri come una vittoria, ma è una “vittoria di Pirro”. Perché il Marocco ha semplicemente richiamato chi aveva mandato. Nel mentre, l'Italia ha risposto sospendendo Schengen con la Spagna. Una misura giusta, ma tardiva nei tempi e insufficiente nella portata. Perché il problema non è Ceuta. Il problema è che Ceuta è già qui. E chi guarda l’invasione di Ceuta e non riconosce l'Italia ha deciso di non vedere. Mentre la sinistra, che ancora racconta che sulle nostre coste sbarcano donne e bambini in fuga dalla guerra, mente per interesse sapendo di mentire. Nove su dieci sono giovani uomini soli. Gli stessi giovani uomini che a Ceuta hanno saccheggiato i negozi, sfondato le porte delle case, profanato le tombe dei morti e incendiato i quartieri filmandosi col telefono. L'unica differenza è che a Ceuta sono arrivati tutti insieme. Da noi arrivano ogni giorno, pochi alla volta, per non farsi notare. Il risultato non cambia. Solo che qui nessuno manda l'esercito e in troppi stoltamente li difendono. Autore: Roberto Riccardi
Siamo di fronte all'utilizzo di armi di migrazione di massa, utilizzate in questo caso per mettere in ginocchio la Spagna e attaccare il governo Sanchez.
AGGIORNAMENTI • Le autorità spagnole hanno dichiarato che già ieri sera 37mila immigrati irregolari (quindi più della metà di quelli entrati a Ceuta nelle ultime 48 ore) sono stati rimandati indietro dunque rimpatriati. Diversi video online confermano la notizia.📍
• Il governo italiano ha annunciato la sospensione di Schengen con la Spagna per "tutelare la sicurezza nazionale". La conferma che siamo governati da un branco di imbecilli! 🤦
• Meta ha censurato questo mio video sia su Facebook che su Instagram in quanto secondo OPEN (il sito di Enrico Mentana) conterrebbe informazioni false: sostengono infatti che il camion mostrato nel video trasportava un'allegra comitiva in gita turistica e non dei migranti, dal momento che è stato geolocalizzato a 50 km dal confine. 🤡 La verità è che quel fottuto camion era diretto a Ceuta e gli uomini che si vedono scendere sono palesemente dei migranti intenti a unirsi alle decine di migliaia di altri migranti che nelle ultime 48 ore hanno varcato illegalmente i confini spagnoli. Il tutto con la probabile complicità delle autorità marocchine. Mentana e la sua combriccola di pennivendoli sono la vergogna del giornalismo italiano. IL CAMBIAMENTO INIZIA DALLA CONOSCENZA
MA
Gentilissimo Avvocato Mori, come posso mettermi in contatto con Lei?
La sinistra italiana conosce il copione a memoria.
Lo conosce talmente bene da averne fatto un manifesto. Tre mesi fa Elly Schlein volava a Barcellona al vertice progressista organizzato da Sánchez per annunciare che un altro mondo è possibile. L'altro mondo possibile è arrivato: si chiama Ceuta.
Per anni ha combattuto il modello Albania, impugnato ogni trattenimento nei CPR, contestato la lista dei Paesi sicuri, gridato al razzismo di fronte a ogni tentativo di espulsione.
Poi, quando un accoltellamento o una rapina finiva in cronaca, il ritornello era sempre lo stesso: disagio sociale, casi isolati, mancata inclusione.
A Ceuta il governo spagnolo ha rifiutato di dichiarare l'emergenza nazionale perché la normativa non lo prevedrebbe per i flussi migratori.
In Italia la sinistra ripete da anni che l'immigrazione non è un'emergenza, ma un fenomeno strutturale.
La differenza tra le due formule è puramente linguistica. Il risultato è identico: nessuno interviene.
C'è poi un dettaglio che merita attenzione. Le immagini mostrano camion carichi di giovani uomini scaricati a ridosso del confine sotto gli occhi della gendarmeria marocchina.
Non disperati in fuga: un servizio navetta di Stato.
Il Marocco ha già usato la pressione migratoria come arma di ricatto nel 2021. Lo sta facendo di nuovo.
Ma Sánchez preferisce parlare di mafie, perché accusare Rabat significherebbe ammettere che un governo alleato sta usando esseri umani come proiettili.
Ieri sera, Madrid ha sbandierato 48.000 rientri come una vittoria, ma è una “vittoria di Pirro”. Perché il Marocco ha semplicemente richiamato chi aveva mandato.
Nel mentre, l'Italia ha risposto sospendendo Schengen con la Spagna. Una misura giusta, ma tardiva nei tempi e insufficiente nella portata.
Perché il problema non è Ceuta. Il problema è che Ceuta è già qui.
E chi guarda l’invasione di Ceuta e non riconosce l'Italia ha deciso di non vedere.
Mentre la sinistra, che ancora racconta che sulle nostre coste sbarcano donne e bambini in fuga dalla guerra, mente per interesse sapendo di mentire.
Nove su dieci sono giovani uomini soli. Gli stessi giovani uomini che a Ceuta hanno saccheggiato i negozi, sfondato le porte delle case, profanato le tombe dei morti e incendiato i quartieri filmandosi col telefono.
L'unica differenza è che a Ceuta sono arrivati tutti insieme. Da noi arrivano ogni giorno, pochi alla volta, per non farsi notare.
Il risultato non cambia. Solo che qui nessuno manda l'esercito e in troppi stoltamente li difendono.
Autore: Roberto Riccardi
Siamo di fronte all'utilizzo di armi di migrazione di massa, utilizzate in questo caso per mettere in ginocchio la Spagna e attaccare il governo Sanchez.
AGGIORNAMENTI
• Le autorità spagnole hanno dichiarato che già ieri sera 37mila immigrati irregolari (quindi più della metà di quelli entrati a Ceuta nelle ultime 48 ore) sono stati rimandati indietro dunque rimpatriati. Diversi video online confermano la notizia.📍
• Il governo italiano ha annunciato la sospensione di Schengen con la Spagna per "tutelare la sicurezza nazionale". La conferma che siamo governati da un branco di imbecilli! 🤦
• Meta ha censurato questo mio video sia su Facebook che su Instagram in quanto secondo OPEN (il sito di Enrico Mentana) conterrebbe informazioni false: sostengono infatti che il camion mostrato nel video trasportava un'allegra comitiva in gita turistica e non dei migranti, dal momento che è stato geolocalizzato a 50 km dal confine. 🤡
La verità è che quel fottuto camion era diretto a Ceuta e gli uomini che si vedono scendere sono palesemente dei migranti intenti a unirsi alle decine di migliaia di altri migranti che nelle ultime 48 ore hanno varcato illegalmente i confini spagnoli. Il tutto con la probabile complicità delle autorità marocchine.
Mentana e la sua combriccola di pennivendoli sono la vergogna del giornalismo italiano.
IL CAMBIAMENTO INIZIA DALLA CONOSCENZA