LA BEI NON CONSEGNA I DOCUMENTI SULLA MORTE DI UNA STAGISTA AVVENUTA NEL 2013
La Banca europea per gli investimenti (Bei) continua a non consegnare alla famiglia di Ofelia, stagista 24enne romena, i documenti sulle circostanze della sua morte: la giovane cadde dal ponte interno al nono piano della sede dell'istituto a Lussemburgo nel novembre 2013, dieci settimane dopo l'inizio del tirocinio. Il rapporto della polizia, redatto la sera stessa, indica il suicidio.
Nel processo contro Paul Van Houtte, dipendente denunciato dalla Bei per frode assicurativa e poi assolto, emerse che un'ora prima una collega l'aveva vista sul ponte e aveva chiamato la sicurezza: il medico della banca parlò con lei una trentina di minuti e decise di lasciarla andare, nonostante le proteste di due colleghi. Nel 2010 lo stesso medico aveva segnalato per iscritto il rischio del ponte, mai messo in sicurezza.
La denuncia per omicidio colposo presentata dai fratelli nel gennaio 2018 è stata archiviata a maggio: il giudice istruttore ha invocato l'immunità funzionale della banca, che non ha spiegato perché non l'abbia revocata. Tredici anni dopo, la famiglia chiede chiarezza.
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