LA RAGIONE NON HA RAGIONE

Fra la fine del secolo XVII e l’inizio del secolo XVIII un’ampia porzione di tutti coloro che avevano avuto accesso a studi superiori, e persino una non indifferente parte di uomini con una formazione religiosa, prese per buona l’ipotesi che se fosse stato possibile agire in ogni ambito in modo razionale e dunque fare della razionalità la legge suprema a governo del mondo si sarebbe potuto avere infine un mondo universalmente felice. Perché felice? Perché la ragione avrebbe reso possibile realizzare i desideri di fondo che agitano l’animo di ogni uomo e questi desideri sono riconducibili all’idea di vivere a lungo, in modo sano, pacifico, confortevole.Poiché il nostro sentimento primario è “primum vivere”, allora essere razionali è la capacità di tenere lontana la morte in tutte le forme che essa presenta, vale a dire malattia, guerra, fame, ma anche sconsideratezza comportamentale e assenza di prevenzione. E’ razionale tutto ciò che rende forte ciò che amiamo e rende debole tutto ciò che odiamo. E’ la capacità di ottenere il massimo con il minimo. Il massimo di comodità con il minimo di fatica, ad esempio il massimo di raccolto con il minimo di lavoro. Oggi una trebbiatrice col suo conducente in una giornata di lavoro trebbia quello che fino a ieri solo centinaia di lavoranti per diversi giorni potevano trebbiare.La geometrizzazione euclidea dello spazio tridimensionale è di sicuro la forma più perfetta di razionalizzazione del mondo che conosciamo. Essa ci mostra per evidenza che la retta, fra due punti, è il tratto più breve di spazio che avremo da percorrere, così come la circonferenza, attorno ad un punto al centro è il modo certo per avere alla medesima distanza una serie di punti attorno ad esso; qualsiasi altra disposizione dei punti attorno ad un centro darebbe distanze diverse. Per altro verso, la razionalità geometrica che è alla base, se ci pensiamo, di tutte le altre forme di razionalità, opera secondo evidenze, spiegazioni, dimostrazioni. Data una certa figura si può dimostrare che certe sue proprietà hanno quella e quella sola specificazione, ad esempio che il quadrato costruito sulla ipotenusa di un triangolo rettangolo è eguale alla somma di quello dei cateti. In altre parole la razionalità spiega la disposizione necessaria dei suoi oggetti e mostra come ogni parte sia in relazione causale con l’altra. Come ad esempio avviene negli ingranaggi di un orologio. Perché dunque il mondo fondato e retto sulla razionalità si è rivelato un incubo di follia e demenza, al punto che rischia l’auto soppressione che potrebbe avvenire per una guerra atomica o per il semplice fattore demografico?Per due ragioni essenziali. La prima è che parte da una premessa assiomatica chiaramente falsa. Non è vero che gli uomini vogliono vivere a lungo, vogliono vivere in eterno. La seconda è un riflesso della sua stessa logica operativa, ovvero scambia il limitato per l’illimitato, la parte per il tutto.Cosa ne discende? Che relativamente al primo punto, puoi razionalizzare quanto vuoi l’esperienza esistenziale degli uomini, puoi rendere la loro vita una botte di ferro nella quale vivranno 200 anni, avranno da mangiare ogni giorno aragoste e caviale, berranno i vini più prelibati, conosceranno ogni forma del piacere sessuale, viaggeranno liberi per il mondo in Porsche e prenderanno il sole sulle più fantastiche spiagge caraibiche, eppure saranno sempre infelici e dunque non smetteranno di trovare il modo per fare male a se stessi e agli altri.Il secondo punto è persino più devastante. Vediamo in dettaglio perché. La progettazione della bomba atomica è un atto razionale? Certo che lo è. E’, nell’ambito della razionalità bellica, lo strumento, come la trebbiatrice, che ti permette di risparmiare un sacco di lavoro. Con una botta sola puoi disintegrare il tuo nemico e risolvere una volta per tutte la faccenda, come hanno ben dimostrato di americani a Hiroshima.

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Siamo certi che le migliaia di persone, donne, contadini, ragazzi, anziani uccisi dalla feroce, efficiente razionalità della bomba atomica fossero nemici di qualcuno? Gli americani che permettono oggi queste atrocità si riconfermano oggi degli efferati subumani, dei focomelici morali quanto allo sviluppo di una coscienza umana.