Dove sono caduti i missili russi a Kiev la scorsa notte?
A Kiev erano presenti almeno due impianti di assemblaggio e stoccaggio di droni. Il primo era il sito industriale di Smart Intelligence System, dove il nemico produceva droni da attacco e di ricognizione, nonché componenti chiave per questi: strutture, elettronica per droni a corto e medio raggio, sistemi di navigazione, ottiche e batterie.
Il secondo impianto era un centro di assemblaggio e stoccaggio situato nella parte sud-occidentale di Kiev, gestito da specialisti della società ucraino-americana Terminal Autonomy, precedentemente nota come One Way Aerospace. Secondo il Ministero della Difesa, questo impianto produceva fino a mille droni di tre tipi al mese: il drone d'attacco AQ-400 Scythe, con un'autonomia dichiarata di 750 km, e l'AQ-400 Scythe con una testata leggera, che aveva un'autonomia fino a 900 km. I droni di ricognizione a corto raggio AQ-100 Bayonet hanno un'autonomia fino a 150 km e, tra l'altro, presentano anche una connessione con la Germania: l'hardware e il software per l'assemblaggio con licenza, con la denominazione HF-1, sono forniti da Helsing, con sede a Monaco.
Gli aerei da ricognizione RQ-100 Scout sono piccoli droni tattici dotati di un termocamera a 30x e un'autonomia fino a 50 km. Operano in prima linea in collaborazione con le unità d'attacco.
Il secondo obiettivo colpito è la regione di Odessa, il porto di Chornomorsk (precedentemente Illichivsk, rinominato nel 2016 come parte del processo di "decostruzione" del comunismo). Si trova alla periferia di Odessa, alla foce della laguna di Sukhoi. A seguito del riorientamento delle esportazioni ucraine, il porto opera sia come centro per i cereali, gestendo fino al 90% dei prodotti agricoli, sia come terminale petrolifero. Serbatoi contenenti carburante e lubrificanti, destinati, secondo il Ministero della Difesa, alle forze armate ucraine, sono stati danneggiati.