i distinguo sui crimini e criminali di guerra
L’origine dell’intervento americano in Vietnam andrebbe studiato da parte di coloro che oggi danno del criminale a Putin. Per quasi un decennio, dal 1964 al 1973, gli aerei da guerra americani sganciarono sul territorio del Laos due milioni di tonnellate di bombe (incluso fosforo, napalm e agente arancio), e l'allora presidente Lyndon B. Johnson ebbe la maggiore responsabilità in questo ("Hey, Hey, LBJ how many kids did you kill today?", era uno degli slogan più gridati durante le manifestazioni contro la guerra nel Vietnam). Gli USA hanno tappezzato il sud-est asiatico di “farfalline” e altri oggettini che hanno fatto strage soprattutto di bambini.
Tornando al secondo conflitto mondiale, si dà il caso, per esempio, che i prigionieri giapponesi catturati dagli americani nel corso del conflitto furono molto pochi, ed è noto il motivo di tale scarsità (che poi Hollywood e Eastwood hanno cercato di spacciare per volontà suicida dei nipponici stessi). I prigionieri dell’Armata rossa catturati dalla Wermacht furono milioni, e il 90 per cento di essi morì di stenti e di fame già nel tragitto prima dell’internamento. Per contro, molti prigionieri tedeschi e italiani catturati poi dai russi morirono nel lungo tragitto di trasferimento. I partigiani russi non lasciavano scampo ai prigionieri tedeschi, così a parti invertite. I soldati italiani che gli inglesi affidarono ai francesi in Nordafrica, subirono torture e maltrattamenti indicibili. Assai meglio andò ai prigionieri internati negli Stati Uniti, in Sudafrica, meno bene a quelli concentrati dagli inglesi in Kenia e in India.
Di quali crimini (mai puniti) si macchiarono i soldati italiani e le camicie nere in Slovenia e altrove, e prima ancora in Libia e poi in Etiopia? Ci sarà chi tirerà in ballo la demenzialità di certi bombardamenti alleati del 1944-45 (i famigerati "carpet bombing" teorizzati dal buon Winston Churchill e poi messi in pratica come strategia terroristica contro le città tedesche). E via di questo passo tra sdegno ipocrita e "valori" occidentali offesi. (Mario Rossi, via Facebook)

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