Tanto per un fisico materia vivente e inerte sono la stessa cosa, hanno la stessa origine (salvo il fatto che non sanno riprodurla nei loro meravigliosi acceleratori)

Ecco improvviso il lampo di attenzione negli occhi del giornalista si é acceso, e quello basta!

Ora sparare ovvietà e banalità, un pó di biografia il tutto condito con qualche mirabolante piano per il futuro che sai che non realizzerai mai.

Infondo quello conta é cavalcare l'onda della fama, ora che si sta spegnendo e magari trasformarsi nel nuovo oracolo mediatico chiamato per insaporire tutte le minestre con una spolverata di "simil-scienza".

Magari se lo fai bene come ha fatto Faggin, puoi finire anche nei talk-show della prima serata, tanto sei "scienza" che fa show e se non stai in laboratorio puoi sparare qualunque cazzata, tanto nessun collega ti metterá i bastoni tra le ruote per non mostrare che perde tempo a vedere le cagate in TV e sui media.

2 comments

Materia vivente e inerte a livello fisico, sono equivalenti (stesse particelle, stesse leggi); a livello ontologico e teologico no, perché la vita (e soprattutto la persona umana) implica un principio formale e spirituale che organizza e trascende la materia. Questa armonia tra scienza e fede è tipica dei fisici cattolici che praticano entrambe senza riduzionismo.
Faggin non spara cazzate, Faggin crea il distinguo fra tecnologia ed essere umano. E l'essere umano é colui che ama, prova sentimenti, osserva, mentre la tecnologia, e al di là proprio dalla pastoia della prosa contemporanea, che vorrebbe l'intelligenza artificiale o alcune macchine essere dotate di autonomia e consapevolezza, la tecnologia non é altro che una summa di impulsi elettrici tracciati in un cablaggio programmato per espletare un lavoro. Poi, i talk show di prima serata, rimangono quello che sono, ma nulla hanno a che fare con le intuizioni di Faggin.