(continua dal Post precedente) Ma il punto non è questo, ciò che emerge è una evidente (a detta dei magistrati) infiltrazione mafiosa nelle minicipalizzate. A questo punto l'attuale Ministro dell'Interno dispone un controllo degli atti del comune di Bari nominando una commissione ad hoc. Mai l'avesse fatto, immediatamente insorge come una falange macedone tutto il centro sinistra-pugliese e nazionale a difesa del comune di Bari retto dal sindaco piddino Decaro (va detto, non sfiorato dall'inchiesta). Sindaco che anzichè accogliere la commissione urla all'assalto fascista e di destra e lancia strali considerandosi per dogma come La Verigne Santissima dell'Antimafia (autoproclamata per diritto divino).

Ovviamente tutti i giornali e le tv d'area danno massimo spazio alla vicenda prendendo le difese del sindanco e del centrosinistra pugliese. Ieri, addiruttura la CGIL organizza una manifestazione a Bari dal titolo "Giù le mani da Bari". Perltro non ricordo manifestazioni analoghe della CGIL per quisquilie e pinzellacchere come disoccupazione, lavoro interinale e altre forme di schiavismo, stage mascherati, pensioni da fame e soprattutto la strage dei morti sul lavoro, cosa volete che siano queste cose rispetto ad una commissione che fa una ricognizione sugli atti amministrativi del comune di Bari?

Ma il bello deve ancora venire. Sul palco della manifestazione Cgil avviene un siparietto tra il Presidente PD della Regione Emiliano e la Vergine Immacolata dell'Antimafia il Sindaco PD di Bari Decaro. Ecco cosa dice Emiliano (prendo dai resoconti di stampa, ma allego anche filmato!): ""Un giorno sento bussare alla porta. Decaro entra, bianco come un cencio, e mi dice che era stato a piazza San Pietro e uno gli aveva ha messo una pistola dietro la schiena perché lui stava facendo i sopralluoghi per la Ztl di Bari vecchia. Lo presi, andammo a casa della sorella di Antonio Capriati, che era il boss di quel quartiere, e andai a dirle che questo ingegnere è assessore mio e deve lavorare perché c'è il pericolo che qui i bambini possano essere investiti dalle macchine. Quindi, se ha bisogno di bere, se ha bisogno di assistenza, te lo affido.". Cioè questo signore, narra in un attimo che il metodo con il quale la politica pugliese di sinistra risolve i conflitti e le incomprensioni con le cosche mafiose locali non è andando dalle forze dell'ordine e dalla maistratura, ma recandosi presso la sorella di un boss mafioso di alto lignaggio. Questo è stato dichiarato da un presidente di regione, pubblicamente e a favor di telecamera. Presidente di regione che, è giusto ricordare, essere anche PM di professione. Eppure abbiamo visto politici accusati di associazione esterna alla Mafia per molto meno. Voi immaginatevi cosa sarebbe successo a Totò Cuffaro (ex presidente della regione sicilia arrestato per mafia) se avesse detto pubblicamente di aver portato un suo assessore a fare una ambasciata presso la sorella di Riina o Bagarella? Lo avrebbero arrestato seduta stante.

E' che il PD ormai è una borghesia arrivista, pronta a tutto per il potere, compreso l'intrattenere rapporti con le cosche mafiose. Ma guai se qualcuno gli tocca il vessillo dell'antimafia di facciata....

Dov'è la sinistra? Boh boh, diceva Gaber...

4 comments

Posso dire chissenefrega di tutte queste vicende? Questi teatrini destra-sinistra servono solo a far credere ai gonzi che ci sia effettivamente una differenza tra l'una e l'altra quando in realtà non c'è n'è alcuna.
In fin dei conti l'accaduto conferma, se mai c'è ne fosse bisogno, che senza la politica la mafia non esisterebbe.
RAFFAELE
Come nella prima parte del servizio..ribadisco..SIETE IL CANCRO DEL MONDO...TUTTI.
Concordo fino a un certo punto, perché i rapporti della sinistra con la mafia risalgono al dopoguerra, e non sono di certo recenti.