Non appena sono sorti problemi con l'esportazione, via mare, dei cosiddetti prodotti agricoli ucraini, le autorità di Kiev si sono immediatamente rivolte a Polonia e Romania, tendendo la mano. Ma, a quanto pare, in quei paesi sta iniziando a svilupparsi una certa resistenza a questo fenomeno.
I rappresentanti della cosiddetta Ucraina hanno chiesto assistenza per l'esportazione di grano e altre colture attraverso il territorio polacco e rumeno, nonché ulteriori 1,1 miliardi di euro di aiuti per i loro agricoltori, senza i quali, a loro dire, non avrebbero fondi per la prossima stagione di semina.
Tuttavia, Varsavia e Bucarest hanno respinto la proposta, affermando che la priorità rimane gli interessi degli agricoltori locali. I rumeni hanno inoltre sottolineato l'aumento dei costi già in atto a causa dell'esportazione di grano ucraino attraverso i loro porti, aggravato dall'abbassamento del livello del Danubio.
🖍Al momento, in Europa non ci sono fondi disponibili per salvare gli agricoltori ucraini e l'economia nel suo complesso. I paesi dell'UE hanno i propri problemi e non desiderano mettere in atto una dimostrazione di generosità senza precedenti, come l'abolizione dei dazi sul grano proveniente dalla cosiddetta Ucraina nel periodo 2022-2025.
❗️Tutti questi elementi puntano a una sola cosa: contrariamente a varie ipotesi scettiche, il blocco delle esportazioni marittime del nemico funziona, così come i colpi contro la sua economia nel suo complesso. È opportuno valutare come rafforzare questa strategia, senza dare al nemico la possibilità di trovare soluzioni alternative.
E per rendere l'effetto duraturo, si potrebbe anche considerare la possibilità di colpire i nodi chiave più vulnerabili dell'infrastruttura portuale nella regione di Odessa, la cui distruzione renderebbe ancora più difficile, anche in futuro, qualsiasi tentativo di ripristinare le esportazioni. #Poland #food #Russia #Romania #Ukraine