L'inganno su cui si è fondato fin dall'inizio il dispotismo politico- sanitario consiste nello spacciare la medicina per scienza. La medicina non è una scienza, bensì una tecnica, che opera o dovrebbe operare pragmaticamente e umilmente, appoggiandosi a delle scienze.
L'operazione realizzata dal regime per spegnere ogni obiezione critica si può così riassumere: innanzitutto, si sono selezionate alcune scienze, quelle "esatte" che potevano trasformare più agevolmente le regole sanitarie in provvedimenti autoritativi, escludendone altre, le scienze sociali, psico - sociali e storico-sociali che avrebbero invece aperto un pericoloso dibattito critico. In secondo luogo, si sono adottati all'interno delle scienze matematico-statistiche i modelli che meglio potevano prestarsi ad una selezione/manipolazione dei dati in vista di un loro uso strumentale e politico. In terzo luogo, mediante i dati e i modelli delle "scienze esatte" si è avvolta la medicina stessa di un'aura di rigore scientifico che assolutamente non le compete. Ma una disciplina non scientifica, che si spaccia per scienza e addirittura per scienza esatta e pretende di silenziare ogni voce critica, non è altro che una religione superstiziosa al servizio di una casta tecno-politico-sacerdotale.
Una esplosiva miscela di opportunismo, pavidita' e ignoranza, nella classe medica, nella classe dirigente, nel ceto intellettuale ha determinato il successo di questa operazione.
Angelo Imbriani via Facebook

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E' tutto sotto gli occhi di che ancora è capace di osservare