I sei maggiori colossi petroliferi multinazionali, ExxonMobil, Chevron, Shell, BP, TotalEnergies ed Eni, hanno riportato profitti complessivi per una settantina di miliardi di dollari solo nel secondo trimestre. In soli tre mesi, ExxonMobile ha realizzato profitti per 17,9 miliardi di dollari, nel semestre 23,3, Chevron 11,6 miliardi e Shell Oil 11,6 miliardi nel secondo trimestre e 9,1 miliardi di dollari nei primi tre mesi del 2022. L’Eni ha registrato un utile di 7,39 miliardi contro gli 1,1 dei primi sei mesi del 2021. Il risultato precedente agli oneri finanziari (Ebit), e‌ stato di 5,84 miliardi «in crescita del 13% rispetto al trimestre precedente e piu‌ che duplicato rispetto al secondo trimestre 2021». Permettera‌ di «migliorare la remunerazione degli azionisti aumentando il programma 2022 di acquisto di azioni proprie a 2,4 miliardi» ha detto l’amministratore delegato Claudio Descalzi. Secondo l’Agenzia internazionale dell’energia (IEA), le multinazionali dell’energia potrebbero contare su “extra profitti fino a 200 miliardi di euro nell’Unione europea nel 2022”. Gia‌ si parla di un raddoppio delle bollette per ottobre. Alla pompa il prezzo della benzina viaggia a 2 euro il litro, nonostante il taglio temporaneo delle accise di 31 centesimi. Qualcuno ricordi che nel 2008 il prezzo di un barile di petrolio (Brent Crude) era di 147 dollari, circa 47 in più rispetto ai prezzi attuali. Che cos’hanno da dire a tale riguardo i vari pagliacci che si alternano in tv? In campagna elettorale? Possono qualcosa contro lo strapotere del sistema delle multinazionali?