Quando ho studiato Microbiologia prima e poi Farmacologia, la questione della resistenza agli antibiotici occupava tipicamente un capitolo dei rispettivi manuali. In effetti è un tema estremamente interessante. In breve, si riteneva in epoche lontane che la creazione di un ambiente ostile alla riproduzione dei batteri, ma inevitabilmente non di tipo annichilente, favorisse la sopravvivenza dei ceppi più capaci di resistere ad esso. Perché la teoria dell'evoluzione non è "soltanto una teoria". Ma figuriamoci… tutte cazzate. Infatti, più di recente s'è capito che le cose sono molto più semplici: la colpa della resistenza agli antibiotici è di chi gli antibiotici non li prende. E' nel loro organismo di analfabeti funzionali che si sviluppano i ceppi resistenti. C'è pure un post che state condividendo da due giorni che dice proprio così. E' scienza. Qualcuno dovrebbe farci un'infografica come quella del paradosso di Popper. Dalla bacheca Facebook di Maurizio Tirassa
Altrimenti nelle condizioni in cui vivono gli animali morirebbero dopo pochi giorni di vita.