In piccolo la cosa è ancora pià evidente. Nelle famiglie i divorzi avvengono quasi sempre per decisione, quasi maiper cvordiale consenso; lo stesso per il tipo e la disposiione dei divani. In grande è facile accorgersi che decidere l’attività fondamentale del potere. La società è un grande campo di battaglia dove alcuni hanno risorse vitali e morali per correre il rischio di decidere, mentre i più, pur fgingendo di subire le decisioni altrui per loro “senso di responsabilità” o accampando ualche altra pagliacciata, (sono ligi alla costituzione e alle sue leggi), in realtà, gonfi di rancore e di risentimento, mettono la coda fra le gambe e fanno esattamente quello che coloro che sono sopra di loro gli impongono . L’esperienza di questi due anni non lascia dubbi. Solo una minoranza di cazzuti ha deciso, ossia ha esercitato l’arte della guerra e ha cercato di mozzare il capo a chi aveva deciso contro di loro. Per il resto abbiamo assistito ad una folla di medicchie che con le più surreali motivazioni ha fatto finta di accettare consensualmente qualcosa che nel linguaggio preciso delle genti di montagna è chiamato ”incaprettamento”. (2/2 - FINE) *(Alfredo Morosetti, via facebook)*
Volevo farle i miei complimenti per il suo canale ed i pensieri che scorrono su di esso. Leggo con estremo piacere gli eventi e le varie notizie che pubblica quotidianamente. Le auguro ogni bene per il futuro. Nella speranza che gli "incaprettati", siano sempre sempre meno. Un caro saluto.
82 pagine per dire che decidere significa imporre, o tentatre di imporre, la volontà, i desideri e gli interessi propri sugli quelli degli altri. Verissimo che il linguaggio è sempre più confuso e manipolabile. È uno strumento di Potere che plasma la realtà e la sua percezione in favore di chi lo controlla, da sempre
Nella speranza che gli "incaprettati", siano sempre sempre meno.
Un caro saluto.