🇺🇸⚔️🇮🇷 Secondo il WSJ, l'affermazione di Trump che gli Stati Uniti possano riaprire rapidamente lo Stretto di Hormuz sembra molto più complessa di quanto suggerisca la Casa Bianca.
Mentre i funzionari statunitensi affermano che le navi da guerra americane scorteranno le petroliere attraverso lo stretto, la Marina Militare avrebbe evitato di schierare navi direttamente nella stretta via d'acqua di 21 miglia, citando rischi per la sicurezza. I droni iraniani e i missili antinave potrebbero trasformarlo in una "zona di morte" ad alto rischio.
Gli analisti militari affermano che proteggere la navigazione richiederebbe una forza pesante, potenzialmente due navi da guerra per ogni petroliera, o circa dieci navi per scortare un convoglio di cinque-dieci navi. Sarebbero inoltre necessari una sorveglianza continua dei droni e attacchi ai siti di lancio costieri iraniani.
Gli esperti stimano che l'operazione potrebbe richiedere migliaia di personale, finanziamenti significativi e mesi di dispiegamento sostenuto. Anche in questo caso, i risultati sarebbero limitati. Le valutazioni dell'intelligence suggeriscono che il traffico delle petroliere potrebbe scendere a circa il 10% dei livelli normali, lasciando più di 600 navi in ritardo nel Golfo per mesi.
Una escalation più ampia, inclusi attacchi sul territorio iraniano o un'operazione di terra contro il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, richiederebbe livelli massicci di truppe e potrebbe trasformarsi in un conflitto prolungato.
Anche un controllo costiero completo non eliminerebbe la minaccia, poiché l'Iran possiede missili a lungo raggio e droni in grado di colpire navi lontane dallo stretto.
Gli analisti del settore affermano che il traffico normale, oltre 100 navi al giorno, riprenderebbe solo se le ostilità terminassero e l'Iran fornisse garanzie di sicurezza. Senza questo, gli assicuratori e le società di spedizioni potrebbero rifiutare di operare nella regione.