Giuseppe Masala Chili
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Per millenni il controllo sociale è stato di tipo orizzontale, il potere non aveva materialmente strumenti per controllare la vita dei sudditi. In definitiva i sudditi si controllavano vicendevolmente; era la forza di queste realtà sociali che stavano in piedi proprio perché tutti spiavano tutti e poi andavano a riferire.
Potremmo dire che si trattava di un controllo democratico, soprattutto fai da te. Ci si potrebbe domandare da cosa nasce questo ossessivo bisogno di fotografare gli altri e verificare se la fotografia è come deve essere, oppure se presenta delle difformità intollerabili rispetto a quello immaginiamo dovrebbe essere.
Ci si potrebbe domandare come mai abbiamo bisogno di controllarci reciprocamente. In realtà la risposta è piuttosto semplice: vogliamo che l’ambiente nel quale passeggiamo non ci riservi sorprese. Vogliamo che fra l’erba non si nascondano serpenti, che dalle fronde degli alberi non ci cadano noci di cocco in testa. In poche parole è un bisogno di non ricevere sorprese. Vogliamo essere sicuri che tutti quelli che incontreremo nel nostro spazio comune siano come prevedibilmente dovrebbero essere.
Storicamente abbiamo assistito invece ad un cambio di direzione: il controllo orizzontale è stato sostituito da un controllo verticale. Il potere ha progressivamente trovato mezzi e tecniche adeguate per verificare il comportamento della comunità di cui era il potere.
Facciamo un esempio elementare: fino ad almeno il XVI secolo non esistevano schedari di polizia. Non potevano esistere perché erano tecnicamente irrealizzabili. Immaginiamo milioni di fogli scritti a mano, su carta estremamente costosa, che dovevano essere assemblati in schedari enormi e, in ogni caso, non potevano essere replicati e scambiati con quelli delle città e dei distretti vicini. E’ soltanto con la creazione dei caratteri a stampa che diventa possibile creare schedari utilizzabili dagli organi di polizia a livello nazionale perché replicabili ovunque. Prima si andava al massimo a voce, ci si affidava alla memoria di confidenti, si rimaneva in un ambito strettamente locale.
Oggi il controllo della popolazione è totalmente verticale; è la tecnologia che lo ha reso possibile, ma ciò che lo spiega su base generale è la trasformazione dell’intero contesto sociale in una rete. Possiamo metaforicamente descrivere oggi il potere come un pescatore in grado di cintare un bel pezzo di mare con le sue reti e grazie ad esse avere il controllo di tutti i pesci che queste reti recingono.
Potrebbe sembrare superficialmente, un processo di centralizzazione, ma è molto di più; è un fenomeno di assemblaggio ed omogenizzazione di tutto il contesto sociale al fine di ottenere la completa dipendenza di ogni sua parte al meccanismo di governance.
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