A riguardo dei miei due articoli pubblicati sull'AntiDiplomatico e relativi alla fine del tabù nucleare (e soprattutto alla fine del tabù della guerra convenzionale in Europa) volevo suggerirvi un'utile lettura. Si tratta di un testo snellissimo ma quanto mai prezioso, soprattutto in questi tristi frangenti. Si tratta di un testucolo sulla Teoria dei Giochi. Ovvero su quella disciplina che analizza in modo formale le situazioni decisionali interattive cioè situazioni nelle quali i guadagni di ogni individuo (giocatore) dipendono non solo dalle proprie mosse ma anche da quelle degli altri giocatori. Ecco, giochi interattivi sono per esempio, gli scacchi, il bridge ecc. Ma allargando la questione, un gioco interattivo è anche quello del manager che deve massimizzare i profitti della sua azienda minimizzando quelli dei concorrenti (posto che la "torta" è una determinata quantità).
Ecco, ad aver posto le basi di questa disciplina è un signore che di nome John von Neumann, il nome vero, di nascita sarebbe quello ungherese János Lajos Neumann, l'altro è quello americano, da naturalizzato. Ecco, al netto di questo, János ha fatto un sacco di cose, tutte geniali, matematico, fisico, informatico, economista, neuroscienziato (questa la sanno in pochi). E tra le tante appunto pose le basi della teoria dei giochi. Tutti pensano nella sua qualità di economista avendo pubblicato con Oskar Morgenstern il "Theory of Games and Economic Behavior". In realtà von Neumann ci studio da ben prima ed in particolare con un intento: quello di trovare la strategia più "profittevole" di bombardamento nucleare dell'Unione Sovietica e dunque minimizzando i danni per gli USA e massimizzandoli per l'URSS (MiniMax)...
Ecco, tutto questo per dirvi che quando gli americani parlano di bombardamento nucleare, di "postura nucleare" e i russi rispondono, in realtà non stanno facendo chiacchiericcio, ma stanno facendo "interazioni" all'interno di una strategia del tipo di quelle di teoria dei giochi al fine di simulare una situazione dove si riesce a minimizzare i propri danni e a massimizzare quelli altrui.
Ecco, giusto per chiarire.
Concludo dicendo che l'Equilibrio "non cooperativo" (di Nash) che si evince dalle iterazioni che fanno le due squadre (russi e americani) è quello di una guerra che va su questi assi: da Pietroburgo al Benelux e da Rostov na Donu fino a Ventimiglia. Una guerra convenzionale, chiarisco....almeno nelle intenzioni così pare.