Il Wall Street Journal ha scoperto inoltre che la maggior parte di benzina è stata invece consegnata, sempre in Texas, al terminal di Magellan, una società di distribuzione di prodotti energetici. Un portavoce della società, pur ammettendo di aver ricevuto la benzina, dichiara però di non esserne il compratore. E i dati non lo indicano.
Un altra spedizione, oltre 300 mila barili di benzina, è stato consegnato a un terminal in New Jersey per conto di Exxon. A richiesta del quotidiano, Exxon ha ribadito di rispettare le sanzioni e che tutti i prodotti in questione acquistati sono certificati italiani. Lukoil invece non ha risposto alle molteplici richieste da parte del giornale.
Se il petrolio che transita dalla Sicilia rappresenta solo una frazione dell’import di petrolio da parte degli Stati Uniti, la triangolazione con Priolo dimostra quanto sia difficile tracciare il petrolio sanzionato e quindi aggirare le sanzioni.
L’embargo sul petrolio dalla Russia, che entrerà in vigore nella Ue il 5 dicembre, chiuderà il «buco»di priolo nella rete delle sanzioni. Costringendo probabilmente la raffineria a sospendere l’attività, con ricadute pesanti sui lavoratori siciliani.
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https://www.corriere.it/economia/consumi/22_novembre_02/petrolio-russo-gli-usa-grazie-raffineria-lukoil-priolo-aggirando-sanzioni-f85bf0a8-5a0a-11ed-943f-15ed1af1dab5.shtml