Nell'aeroporto della capitale kazaka Astana (ora Nur-Sultan) è atterrato un C-17A dell'US Air Force con una folto gruppo di parlamentari del Congresso degli Stati Uniti. Ora, in autunno, dunque a breve scadenza, il Presidente kazako Tokayev ha indetto nuove elezioni presidenziali. Se conosco bene gli americani i congressman hanno le valigie piene di mazzette di dollari per corrompere i propri contatti kazaki e fare una rivoluzione colorata o comunque generando instabilità . Se ricordate, poco prima dell'invasione dell'Ucraina ci fu già un tentativo di rivoluzione colorata finanziata e diretta dagli occidentali che fu sedata immediatamente grazie all'intervento militare dei russi. Ora secondo me ci riprovano con due finalità di fondo: 1) La Russia senza il Kazakistan è indifendibile militarmente (dunque il Kazakistan è infinitamente più importante per Mosca rispetto a quanto lo sia l'Ucraina); 2) Il Kazakistan è un grande produttore di gas e petrolio (che generalmente vanno in Cina) da far produrre al massimo delle potenzialità per raffreddare i prezzi (davvero se credete che basti scrivere su un pezzo di carta price cap non avete capito nulla...). Da dire anche che il Kazakistan è vitale anche per la Cina sia per l'energia sia perchè si troverebbe gli occidentali sul proprio confine occidentale terrestre. Inutile dire che il Kazakistan ha milioni di cittadini russofoni di etnia russa (soprattutto nella sua parte occidentale) e il cosmodromo di Boikonur sul suo territorio (un po' come la base navale di Sebastopoli). Pertanto a Mosca hanno anche la scusa dopo aver fomentato una controrivoluzione dei russofoni sul modello del Donbass. Ecco, mi preme sottolineare che il Kazakistan è vitale per non porre a rischio la sopravvivenza della Federazione Russa. Conseguentemente i russi useranno (qualora succeda qualcosa) qualunque mezzo fosse necessario. Qualunque, sottolineo. In altri termini vi sto dicendo che se i russi (in una eventuale crisi kazaka) si accorgessero che gli aerei occidentali per portare armi partissero da Sigonella o Aviano non si porrebbero manco il problema a sganciare. Sganciano. Una crisi kazaka farebbe apparire la crisi ucraina come una scaramuccia. Ricordo che l'unico che sta raccontando la verità tra i potenti è il Papa che solitario dice le cose come stanno: "La terza guerra mondiale è iniziata". Tutto sta ora nello sperare che gli occidentali non facciano pazzie, ma purtroppo stanno nelle cose....