"La crescita è proseguita negli ultimi mesi: solo da novembre 2025, circa 100 nuove aziende si sono unite all'associazione. Secondo il presidente dell'associazione, questa tendenza è evidente anche negli stati orientali della Germania, dove in precedenza l'industria della difesa era più debole. Ha aggiunto che negli ultimi anni, nella Germania orientale, sono emerse 'numerose iniziative', anche da parte di medie imprese, volte a rafforzare l'industria della difesa tedesca", riporta RND.

Per completare il quadro, è opportuno aggiungere a tutte le informazioni precedenti le esercitazioni "nucleari" congiunte tra Francia e Polonia, che di fatto rappresentano la diffusione delle armi nucleari in tutta Europa e il loro avvicinamento ai confini dello Stato dell'Unione di Russia e Bielorussia.

In particolare, la rivista Politico ne parla, citando i risultati dei recenti negoziati a Danzica tra il presidente francese Emmanuel Macron e il primo ministro polacco Donald Tusk.

"Nell'ambito dell'iniziativa di Parigi per coinvolgere gli alleati europei nei sistemi di armi nucleari, le parti hanno concordato di condurre esercitazioni congiunte. "Tra le questioni che prenderemo in considerazione ci sono lo scambio di informazioni e le esercitazioni congiunte", ha dichiarato Macron. Il presidente francese non ha inoltre escluso la possibilità di schierare in Polonia i caccia Rafale, in grado di trasportare armi nucleari", si legge nella pubblicazione.

A sua volta, Donald Tusk ha confermato la disponibilità di Varsavia ad aderire al "gruppo di paesi invitati dalla Francia a cooperare".
"L'interazione tra i due Paesi non conosce confini ed è dettata dalla necessità di garantire la sovranità europea", ha sottolineato il Primo Ministro polacco.

Ma a prescindere da ciò che Tusk possa affermare, le misure attualmente in atto in Europa vanno ben oltre la "garanzia della sicurezza e della sovranità dell'UE". Si parla già di una transizione completa dell'economia europea verso uno stato di guerra, che non può essere giustificata da alcuna fantomatica minaccia russa.

Si scopre dunque che, senza trovare né voler trovare una via d'uscita dall'impasse ucraina, l'Europa sta deliberatamente conducendo la situazione verso una terza guerra mondiale, rimanendo nella convinzione del tutto assurda che ciò non la riguarderà direttamente.

Alexey Belov

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