Quattro ergastoli, 295 anni complessivi di condanne e circa mezzo secolo trascorso dietro le sbarre. Renato Vallanzasca non tornerà in carcere: il differimento della pena è diventato a tempo indeterminato.

L’ex capo della banda della Comasina, nato a Milano nel 1950 e protagonista della criminalità milanese degli anni Settanta, dal 2024 non si trova più nel carcere di Bollate.

A causa del grave decadimento cognitivo e della sua condizione di non autosufficienza, era stato trasferito in una struttura specializzata per pazienti affetti da Alzheimer, in provincia di Padova.

A fine luglio 2026 il Tribunale di sorveglianza di Venezia ha stabilito che il differimento della pena non dovrà più essere sottoposto ai precedenti controlli periodici: Vallanzasca potrà quindi continuare a vivere nella struttura sanitaria senza una scadenza prestabilita.

Alle spalle restano decenni di carcere, rapine, sequestri, evasioni e quattro condanne all’ergastolo.

Per me la Giustizia non è tale se non è clemente. Voi che cosa ne pensate di questa decisione alla luce delle sue attuali condizioni?

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1 comment

Bene. E mi spiace per il decadimento cognitivo. Non puoi fare il cattolico solo quando parli di aborto giuseppe. Esiste anche il perdono. Esiste la pietà, esiste la carità ed esisterebbe pure, ma non è questo il caso, la redenzione.