Il Novecento non appartiene alla storia, lo vediamo ogni giorno, esso appartiene all'ideologia, ed è su tale piano che la peggiore destra (conclamata o mascherata) combatte la propria battaglia con straripante successo. Il guaio è che il referente politico più prossimo di coloro che scendono in piazza è quella sedicente sinistra retorica e flatulente, vigliacca e rinnegata, gesuitica ed elitaria, che invece d'interrogarsi realmente e concretamente sui presupposti della crisi e del declino del parlamentarismo, gioca nella stanza dei bottoni con chiunque ci stia, avendo riguardo di non pestare i piedi alle caste e ai monopoli. Pertanto, prima si prenderà atto che la democrazia borghese affermatasi negli ultimi decenni in occidente è stata una breve parentesi nella storia della modernità, un’inezia nei millenni, meglio sarà. Una parentesi che non si aprirà più, che ha avuto la funzione di rendere gestibile il conflitto sociale in una determinata fase dello sviluppo capitalistico e dello scontro tra superpotenze, salvo nei momenti e contesti dove sorgevano “problemi”, risolti con la strategia della paura, le stragi e la minaccia di golpe. E infine la guerra. (Mario Rossi, Facebook)
Come categorie di riferimento certamente non esistono più: per qualunque persona che viva del proprio lavoro non vi è alcuna differenza se governano Letta, Di Maio, Salvini o la Meloni.
Quanto però sta succedendo in Ucraina da otto anni deve essere pur inquadrato in qualche modo (uso esempio per cercare di farmi comprendere...) ed il neonazismo è un fatto reale, tangibile per tutti gli abitanti di quel disgraziato paese.
Quanto però sta succedendo in Ucraina da otto anni deve essere pur inquadrato in qualche modo (uso esempio per cercare di farmi comprendere...) ed il neonazismo è un fatto reale, tangibile per tutti gli abitanti di quel disgraziato paese.
È necessario pertanto ampliare l'orizzonte.