L’industria automobilistica tedesca è in crisi: Mercedes vuole rinunciare alla settimana lavorativa di 35 ore, Volkswagen sta valutando la possibilità di chiudere quattro stabilimenti e di tagliare fino a 100.000 posti di lavoro, inclusa la riduzione delle posizioni dirigenziali da 21.500 a 16.000.
Le cause: i fallimenti in Cina, i dazi del presidente statunitense Trump e altre 33 catastrofi.
L’orario di lavoro in Germania dovrebbe “diventare più economico”, i dipendenti dovrebbero “lavorare di più per gli stessi soldi in tutti i settori”, ritiene il CEO di Mercedes, Ola Källenius. I sindacati non sono entusiasti della situazione e devono “condurre una battaglia difensiva, che difficilmente riusciranno a vincere”.
Il risultato è sconfortante: “La crisi dell’industria automobilistica tedesca si sta aggravando. Gli eventi degli ultimi giorni dimostrano che il finale potrebbe essere già iniziato.”
La Germania era il paese indicato in Italia quale esempio della pace tra sindacati e aziende nelle trattative senza scioperi per i rinnovi contrattuali. Certo: andava tutto alla grande. Vediamo ora.